Il Tirreno

Grosseto

La “prima” assoluta del magnifico affresco restaurato a Scarlino

di GIULIA SILI
La “prima” assoluta del magnifico affresco restaurato a Scarlino

Apre le porte nel fine settimana il futuro museo Etrurio nel palazzo Duecentesco della famiglia Pannocchieschi 

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Le porte della sua casa si apriranno per la prima vola al pubblico questo fine settimana: Andrea Sozzi Sabatini dopo la scoperta del magnifico affresco quattrocentesco sulla parete della sua abitazione nel borgo di Scarlino ha deciso di realizzare un museo (e si chiamerà Etrurio) che verrà aperto in anteprima per le giornate del Fai di primavera.

Sabato e domenica i soci del Fondo Ambiente Italiano potranno così assistere ad una prima assoluta e veramente suggestiva: l’apertura al pubblico dell’affresco di scuola senese rinvenuto in quella che un tempo è stata la povera dimora di Luigi Novelli, una costruzione del 1200 fatta realizzare dalla famiglia Pannocchieschi. Il centralinista del Comune viveva infatti come un eremita in quello che ormai era divenuto un rudere e il suo letto, una rete di ferro, era accostato alla parete dalla quale spuntava soltanto la testa della Vergine: si trattava di un tassello del magnifico affresco, coperto da strati di intonaco, che oggi è stato riportato alla luce e restaurato magistralmente da Marco Marchetti dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e dall’architetta Isabella Gubbini che in occasione della giornata Fai realizzeranno anche un cantiere aperto. Ma una buona parte del lavoro va riconosciuta anche a Sergio Serafinelli, il capo cantiere dell’impresa specializzata in restauri di edifici storici, che sta portando avanti i lavori.

Sozzi Sabatini ieri ha mostrato l’affresco in anteprima al Tirreno: «Quello che si potrà vedere questo fine settimana è soltanto una piccola parte di quello che sarà il futuro museo di Etrurio – dice – A giugno ci sarà l’apertura ufficiale ma servirà ancora del tempo per completare il lavoro che alla fine comprenderà anche delle video proiezioni ed una voce narrante». Nei piani di Sabatini, nonostante l’ingente spesa sostenuta per i restauri e la realizzazione del museo, è però quella di mantenere l’accesso completamente libero e gratuito: «Ho deciso di acquistare il rudere perché mi dispiaceva molto vedere così mal ridotto un edificio storico di Scarlino. Questo paese ha tanto da dare in termini di turismo e ho voluto provare a dare il mio contributo per la riqualificazione del paese – dice – Non metterò un biglietto di ingresso, non credo che sia giusto. Ho vissuto sedici anni a Londra e lì l’arte è accessibile e gratuita. È giusto che sia così».

A Scarlino in occasione delle giornate del Fai saranno però visibili anche altre bellezze del luogo: sabato e domenica verranno organizzate delle visite libere (con le guide sul posto) alla Rocca Pisana, al centro di documentazione Riccardo Francovich dove è conservato il tesoro di monete rinvenuto nella Rocca Pisana, alla chiesa di San Martino e alla chiesa di San Donato. Il tutto grazie all’organizzazione del Fai e delle assessore di Scarlino Giusi Rizzo e Arianna Picci. «Le Giornate di Primavera – spiega Giovanni Tombari, capo delegazione Fai della provincia di Grosseto – sono diventate una grande festa nazionale, l’unica in grado di superare gli steccati e di parlare a tutte le persone. Oltre ad essere un momento di incontro tra il Fai e la gente per raccontare a tanti cittadini gli obiettivi e la missione della fondazione, sono un importante evento di raccolta fondi. Per questo nei punti di accesso ai luoghi verrà chiesto ai visitatori un contributo facoltativo, che può variare dai 2 ai 5 euro, per il sostegno delle tantissime attività del Fai».

L’accesso al museo Etrurio è riservato ai soci Fai o a chi vorrà iscriversi in loco per l’occasione: tessera singola 39 euro, coppia 60 euro, giovani fino a 25 anni 20 euro.

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