Il presidio
Ecco l’acqua della felicità: si potrà bere a Col di Sasso
È ricca di bicarbonato di sodio e contiene litio, usato per la cura della depressione. La richiesta alla Regione per costruire un centro termale è già stata presentata
SCARLINO. Felici bevendo un bicchiere di acqua: a Scarlino è possibile grazie all’acqua termale, ricchissima di litio, che è stata scoperta ormai diversi anni fa all’interno della proprietà di Col di Sasso.
L’azienda nel 2007 ha infatti trovato una vena termale molto particolare e unica in Italia che potrebbe portare un drastico cambiamento nel settore turistico della zona.
L’acqua di questa sorgente, oltre ad essere ricca di bicarbonato di sodio, contiene anche il litio, usato in medicina per la cura di ansia e depressione ed è per questo chiamata l’acqua della felicità: «Si tratta di un’acqua particolarissima – dice l’assessora al turismo Giusi Rizzo – le sue proprietà organolettiche la rendono unica. In seguito a diverse analisi oggi l’acqua ha ricevuto il riconoscimento di acqua termale e adesso manca soltanto il sì dalla Regione per poter costruire un vero e proprio stabilimento termale: una novità che farebbe lavorare tutto il territorio e che destagionalizzerebbe il turismo».
Dino Travison ha seguito il progetto fin dalla scoperta della fortunata vena: «La scoperta risale al 2007 circa – racconta – fu la signora Richetti, la proprietaria di Col di Sasso, a voler fare una ricerca di acque termali nei suoi terreni. È stato così chiamato un esperto che ha iniziato facendo vari sondaggi del terreno finché nel mezzo dell’oliveta difronte alla proprietà non è stata trovata la vena termale a 450 metri di profondità. Si tratta di acqua che esce a 39 gradi e che ha ricevuto anche il riconoscimento ministeriale di bibita. Può quindi essere bevuta oltre ad essere ottima per farci il bagno».
Alla Regione il Comune di Scarlino ha richiesto la possibilità di realizzare uno stabilimento termale: «La Regione dirà se la destinazione di uso va bene – dice il sindaco Marcello Stella – Quando ci sarà l’approvazione verrà poi fatto un bando pubblico per la realizzazione del progetto». Si tratta infatti di acqua, bene pubblico, e quindi è necessario un bando anche se si tratta di terreno privato: «Credo che entro breve avremo un responso da parte della Regione – continua Rizzo – La realizzazione dell’impianto avverrà negli anni ma è bene mettere delle basi solide per il futuro del Comune». Che sia un’acqua particolare lo confermano le analisi chimiche ma Dino Travison garantisce solo per la digeribilità: «Io bevo spesso dalla fonte ed essendo un’acqua carbonatosodica è senza dubbio digestiva. A livello di felicità invece non so dire perché effettivamente sono sempre stato felice» dice scherzando.
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