Italia
«Gli ospedali dei piccoli centri penalizzati dai tagli alla sanità»
Gli amministratori dei Comuni collinari del Fiora chiedono che non si cerchi il pareggio di bilancio risparmiando sul personale: «Necessario individuare i responsabili diretti degli sprechi»
GROSSETO. I tagli alla sanità annunciati dalla Regione Toscana preoccupano non poco i piccoli centri del grossetano. Un risparmio di dieci milioni, quello previsto per l’Asl Toscana sud est, che, secondo gli amministratori finirebbe per penalizzare soprattutto gli ospedali delle comunità più periferiche, che si potrebbero ritrovare in eccessiva carenza di risorse.
«Effettuare tagli di questa entità significherebbe destrutturare la rete dei servizi delle aree più deboli - sostiene Giacomo Termine, sindaco di Monterotondo Marittimo - Sono molto preoccupato, in particolare, della situazione che si sta determinando nella dotazione organica delle strutture ospedaliere di Pitigliano, Manciano, Massa Marittima e Orbetello». Preoccupazioni, queste, espresse anche da Giovanni Gentili, presidente dell’Unione dei comuni Colline del Flora e vicepresidente della conferenza dei sindaci delle Colline dell’Albegna, secondo cui «i tagli rischiano di creare una profonda divaricazione tra grandi centri e periferia, determinando un sistema sanitario costituito sulla diseguaglianza. Non sostituire un medico a Pitigliano, inoltre, significa tagliare completamente un servizio per i cittadini. Le nostre zone hanno già subito tagli. Non è possibile andare oltre». La riduzione imposta delle spese, insomma, provocherebbe ripercussioni significative sulle dotazioni del personale medico e infermieristico degli ospedali più decentrati. E’ il caso, ad esempio «dei reparti di cardiologia e chirurgia dell’ospedale di Orbetello, ma anche degli ambulatori di Manciano e Pitigliano - sostiene Pierandrea Vanni, vicesindaco e assessore al diritto alla salute del Comune di Sorano - E’ giusto chiamare in causa la Regione Toscana per le sue politiche finanziarie, ma anche l’Usl sud est dimostra poca attenzione per i piccoli e i medi centri della provincia di Grosseto, non riuscendo, tra l’altro, nemmeno a rispettare gli impegni già presi. La cardiologia di Orbetello, ad esempio, è senza il quarto medico dalla fine di gennaio. Quando arriverà? La situazione, insomma, è preoccupante». Una situazione, quella che sembra delinearsi, che secondo gli amministratori locali potrebbe dar vita ad attriti tra le diverse zone del medesimo territorio. «Se la Regione non capisce che il conflitto centro-periferia si sta inasprendo rischia di trovarsi in mano una situazione esplosiva - sottolinea Gentili -. I momenti di crisi sono un’opportunità per riequilibrare i rapporti di forza, premiando chi ha amministrato bene e penalizzando quanti hanno sprecato. Bisogna quindi tagliare sulla burocrazia e dotare i nostri ospedali di un maggior numero di medici e infermieri». Sul cambiare, eventualmente, l’oggetto dei tagli alla spesa concorda anche Termine, secondo cui «se era necessario sacrificare un settore, al massimo poteva essere quello amministrativo, vista la fusione delle tre aziende. Qual è il disegno che si vuole raggiungere? Si vogliono forse privilegiare solo alcuni poli regionali? Gli stessi che hanno sempre disatteso un comportamento attento al risparmio e che sono sempre stati finanziati?». Un’altra questione sollevata è la riflessione su una corretta attribuzione di responsabilità. «Nell’annunciare i tagli non viene promossa contemporaneamente un’analisi che individui le motivazioni di questo momento di difficoltà - afferma Termine - Quali sono le cause dei buchi di bilancio? E chi li ha causati?». La stessa problematica è affrontata anche da Gentili, che afferma: «Il problema delle responsabilità di chi ha creato queste sofferenze di bilancio è evidente. È chi ha mal amministrato il denaro pubblico che oggi deve pagare. Non noi»
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