Il Tirreno

Grosseto

Caccia ai fondi per la scuolina di Maiano

di Francesca Ferri
Caccia ai fondi per la scuolina di Maiano

L’Isgrec avvia il percorso per finanziare i lavori Appello a istituzioni, banche, aziende, cittadini

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MAIANO LAVACCHIO. L’utopia comincia a prendere forma per la scuolina di Maiano Lavacchio, l’edificio che ha raccolto simbolicamente la memoria della strage dei Martiri d’Istia, undici giovani pacifisti uccisi dai fascisti il 22 marzo del 1944 qui nei dintorni dopo un processo sommario.

A dieci giorni da questa ricorrenza, ieri alla biblioteca Chioccon, l’Isgrec ha presentato il progetto di recupero e riuso della scuola, al quale ha lavorato a lungo la professoressa Luciana Rocchi, ex direttrice dell’istituto (che non ha potuto partecipare alla conferenza stampa). È stato anche presentato il programma di azioni che serviranno per rendere realtà una magnifica utopia: fare di questo posto non un tempio della memoria, ma un incubatore di idee a disposizione di studenti e stagisti dove ci si possa voltare indietro per comprendere il presente attraverso la storia e proiettarlo in un futuro diverso.

Il presidente dell’Isgrec Luca Verzichelli definisce quello sulla “scuolina” di Maiano Lavacchio – così la chiamano i grossetani – «il progetto strategico per i prossimi 25 anni» dell’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea, che proprio quest’anno compie un quarto di secolo. «Un nuovo percorso civico per la memoria, ma anche qualcosa per le nuove generazioni». E per questo fa appello proprio alle nuove generazioni, perché possano aiutare come volontari nelle attività che saranno messe in campo per raccogliere fondi.

La distanza fra utopia e realtà misura infatti 200-250mila euro. Tanto serve per fare di un edificio di 70 metri quadrati, costruito negli anni Sessanta in un minuscolo agglomerato nella campagna di Magliano, una residenza per studenti e artisti, uno spazio per ospitare eventi e uno dei nodi internazionali di una rete di studi, che l’Isgrec e il liceo Rosmini – come ha illustrato ieri la professoressa Caterina Albana – hanno cominciato a tessere e che potrebbe allargarsi a università e istituti italiani ed esteri.

Il percorso per reperire questi fondi lo spiega Loriano Valentini, del direttivo dell’Isgrec. «Proporremo alla Regione Toscana una sorta di adozione del progetto – spiega – anche attraverso un protocollo d’intesa». Lo stesso appello è rivolto alle istituzioni pubbliche locali, che darebbero anche una garanzia per il progetto. Ai fondi pubblici si dovranno aggiungere quelli privati. «Chiediamo perciò – spiega Valentini – che il progetto sia sostenuto dal tessuto economico e bancario locale».

Terzo attore è ogni singolo cittadino, «in un percorso partecipato – dice Valentini – che è lo spirito di ogni progetto che porti a un bene comune». Per questo nei prossimi giorni sarà attivato un conto corrente dedicato alla raccolta fondi. «Nomineremo anche un comitato di garanti che svolgeranno un controllo sull’uso dei soldi che arriveranno in quel conto e che farà un resoconto ogni sei mesi. In questo modo l’Isgrec vuol dare completa garanzia a chi darà una mano», spiega Valentini.

La quarta azione sarà alimentare il progetto con iniziative esterne, ad esempio inserendolo nel circuito dell’Erasmus+, di cui liceo Rosmini e Isgrec fanno già parte.

In questo percorso l’Isgrec non è solo. La scuola appartiene infatti al Comune di Magliano che, accantonata l’idea di venderla, ha abbracciato la possibilità di farne un luogo di cultura. In questo il commissario prefettizio Sergio Di Iorio, che amministra il Comune dalla scorsa primavera, si è inserito nel solco già tracciato dall’ex amministrazione Cinelli, dando il definitivo impulso al percorso. «È un progetto culturale di grosso valore in cui mi sono riconosciuto come cittadino ancor prima che come governo tecnico», spiega Di Iorio. Proprio la presenza di un governo tecnico slegata da vincoli politici, aggiunge, ha accelerato alcuni passaggi. Di Iorio, che ha ricevuto il ringraziamento di Verzichelli per l’entusiasmo messo, ha a sua volta ringraziato il personale tecnico del Comune, che si è occupato di indire la manifestazione di pubblico interesse per il recupero della scuola e poi vagliare l’unica candidatura arrivata, quella dell’Isgrec, attraverso la commissione presieduta dall’architetto comunale Leonardo Bartoli. Nei giorni scorsi Isgrec e Comune hanno anche firmato la convenzione.

«Quando c’è l’entusiasmo e la chiarezza di intenti i soldi non sono un problema: si trovano», chiosa l’architetto Edoardo Milesi che ha firmato il progetto. E l’augurio è proprio questo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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