Il presidio
Zinco al porto, Arpat: «Inquinamento limitato»
Talamone: l’Agenzia dà i risultati dei campionamenti eseguiti a dicembre dal Comune di Orbetello
TALAMONE. Si torna a parlare della presenza dello zinco nei fanghi del porto di Talamone. Dopo la richiesta di chiarimenti rivolta ad Arpat, Regione Toscana e Comune di Orbetello, da parte del Wwf e di Italia Nostra – e la risposta giudicata «una non risposta» inviata da Arpat (unico ente ad aver risposto) – è proprio l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente a fare delle precisazioni sulla presenza di zinco, dopo le dichiarazioni che le due associazioni ambientaliste hanno rilasciato al Tirreno.
«Contrariamente alla affermazione riportate nell’articolo del 7 marzo, secondo le quali nessuno ha fatto ulteriori campionamenti, confermiamo – sostiene Arpat – che il Comune di Orbetello, dopo la caratterizzazione dell’intera area oggetto del dragaggio, ha eseguito, a dicembre 2017, un ulteriore campionamento dei sedimenti marini in prossimità del punto risultato contaminato da zinco. In questo nuovo campione la concentrazione di zinco è risultata come afferma il Comune – dice Arpat – totalmente in linea con tutti i campioni precedentemente analizzati all’interno dell’area dei pontili». Si tratterebbe quindi, dalle analisi del Comune, di un solo punto con quella presenza di zinco.
L’Agenzia regionale ribadisce che «almeno per l’area di scavo, non vi sono evidenze di una estensione dell’inquinamento al di fuori dell’area individuata dal Comune». Il comune di Orbetello ha comunque previsto, prima dell’inizio delle operazioni di escavo, il prelievo di altri due campioni, «per circoscrivere ancora meglio l’area, e, prima del conferimento in discarica, verrà stabilito se si tratta di rifiuto pericoloso o non pericoloso».
Le associazioni ambientaliste avevano anche chiesto di chiarire quale fosse la causa della contaminazione da zinco: nel caso si fosse trattato di inquinamento da attività di privati, avrebbero dovuto essere questi ultimi a pagare lo smaltimento e non la collettività. «Non è facile poter fornire precise indicazioni – risponde l’Arpat – perché: l’accumulo di sedimenti sul fondale marino lungo la fascia costiera è molto variabile; la limitata estensione della contaminazione fa sì che l’anomalia non possa essere attribuita a particolari caratteristiche geominerarie di quel tratto di costa; un ulteriore possibile causa di contaminazione da zinco deriva dalla tecnica di protezione degli scafi e delle eliche dalla corrosione attraverso l’installazione di elementi a base di leghe di zinco ed altri metalli, che si depositano sul fondale».
Per capire le ragioni della presenza dello zinco e tutto ciò che riguarda le operazioni di dragaggio del porto di Talamone il consigliere di minoranza Alfredo Velasco (M5s), il 14 febbraio, ha chiesto documentazione agli uffici del Comune di Orbetello. Sulla questione era intervenuto anche il partito comunista italiano.
Ivana Agostini
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