Italia
Brunini: «Vanno ridotte le diseguaglianze sociali»
«Sono nato a ridosso dei fumi delle acciaierie di Piombino e il lavoro è sempre stato centrale nella mia vita. Anche per studiare, perché accedere all’ascensore sociale è sempre stato difficile in...
«Sono nato a ridosso dei fumi delle acciaierie di Piombino e il lavoro è sempre stato centrale nella mia vita. Anche per studiare, perché accedere all’ascensore sociale è sempre stato difficile in Italia. E questo doppio impegno si è incrociato con quello politico». Così si presenta Alessandro Brunini, candidato alla Camera nel collegio uninominale 14 per Liberi e Uguali, medico di professione.
«Nel corso degli anni ho visto pian piano perdere dai cittadini quelle conquiste sociali ottenute con tanta fatica. Prima con i governi di Berlusconi e del centrodestra, quindi con il centrosinistra, che hanno avuto il culmine con la Riforma Fornero, l’abolizione dell’articolo 18, il Jobs Act e la Buona Scuola. Provvedimenti che hanno portato alla precarietà esistenziale per molte persone, aumentando le diseguaglianze sociali e rendendo sempre più difficile agli ultimi accedere in maniera equa a lavoro, scuola e sanità. Disuguaglianze acuite anche dal fatto che il Fondo sanitario nazionale è da anni fermo, abbandonato a se stesso. Per questi motivi ho aderito al progetto di Liberi e Uguali, accettando la candidatura in un collegio che ha visto la mia nascita e la mia vita in luoghi, come appunto l’Elba e la Maremma, spesso dimenticati dai governi centrali. Il voto a Liberi e Uguali è una speranza, per provare a cambiare verso sul serio a questo Paese in contrasto con la conservazione di chi fino a ieri, nel nome delle larghe intese, ha governato insieme. Porterò in parlamento la difesa degli ultimi avendo al centro i princìpi di Don Milani: un altro mondo per ridurre le diseguaglianze sociali non solo è possibile, ma necessario».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
