Il presidio
Tre anni per la rapina dell’iPhone col video porno
Chiuso il primo procedimento dopo la “spedizione punitiva” dell’agosto 2015 finalizzata a impedire la diffusione del filmato con una ragazza follonichese
FOLLONICA. È stato condannato a tre anni, esattamente a quanto chiesto dall’accusa, uno dei cinque componenti della “spedizione punitiva” con tanto di bastone ai danni di un giovane uomo oggi 23enne: questi venne rapinato di un iPhone 6 contenente un video, nel quale era stato immortalato un rapporto sessuale. Protagonista una ragazza follonichese. Era l’agosto 2015.
Gli altri quattro imputati (tra cui la ragazza del video) hanno scelto il dibattimento. Il quinto, poco più che quarantenne, assistito dall’avvocato Loredana Pinna, ha scelto il rito abbreviato davanti al giudice dell’udienza preliminare Marco Mezzaluna con il rito abbreviato. Una scelta che ha consentito di ottenere la riduzione di un terzo sulla condanna. Una condanna che secondo la difesa non avrebbe però avuto ragione di essere. Il difensore ha in sostanza fatto presente che tutto quanto fatto dal suo assistito era finalizzato solo e soltanto a cercare di sottrarre la ragazza a un male ingiusto, cioè la divulgazione del video. Perché quel video, girato la sera precedente al di fuori di un locale da ballo, sarebbe già stato fatto vedere dal proprietario dell’iPhone ad alcuni amici. Il giovane si sarebbe vantato e la voce si era sparsa velocemente: in quelle immagini ci sarebbe (anche se il viso non si vede) la ragazza. Così lei stessa insieme alla madre, alla nonna (e al fratello minorenne di cui si occupa la Procura di Firenze) e a due amici, fra cui l’imputato di ieri, avrebbero cercato di entrare in possesso del cellulare: lo scopo era quello di cancellare il video per evitare che altri lo vedessero o comunque che venisse condiviso. Non c’era alcuna intenzione di sottrarre l’apparecchio.
L’avvocato Pinna ha anche evidenziato che al suo assistito non sarebbe potuto essere contestato il concorso con gli altri imputati e comunque nessun atto di violenza. Diverse erano state le conclusioni del sostituto procuratore Giuseppe Coniglio, che aveva invece concluso per la piena responsabilità dell’imputato di ieri. Il giudice deve aver riconosciuto come fattivo il suo apporto perché la rapina aggravata fosse messa a segno e ha deciso per la condanna. Tre anni, appunto, con equivalenza tra attenuanti e aggravanti, e la riduzione prevista dalla scelta del rito. Le motivazioni saranno depositate entro il 2 maggio. L’imputato è in carcere per altri motivi.
Adesso l’attenzione si sposta sul dibattimento (prima udienza a maggio), dove gli altri quattro imputati dovranno affrontare le medesime accuse. Ieri il confronto è avvenuto sulle carte raccolte al momento dell’inchiesta, da maggio in poi potranno essere portate delle testimonianze.
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