Italia
Caso Peep Pizzetti I revisori: «Il Comune recuperi i 6 milioni»
Sono rientrati meno di 600mila euro, l’opposizione: «L’inerzia è tattica preelettorale». Rossi: «Aspettiamo le sentenze»
GROSSETO. Alle casse del Comune di Grosseto mancano all’appello 6,1 milioni di euro che l’amministrazione deve riscuotere dai proprietari di case del Peep Pizzetti e dalle cooperative che le hanno costruite. Soldi che il Comune ha già anticipato come maxiconguaglio per il valore del terreno alle originarie proprietarie, le sorelle Cavalli, e ha messo nel bilancio preventivo approvato mercoledì. Per farla breve, quei soldi dovranno rientrare. Ma, a tempo ormai scaduto (la terza rata andava saldata entro il 31 ottobre 2017), il Comune ha recuperato solo le briciole, 587.500 euro su 6,7 milioni totali.
La maggior parte delle circa 300 famiglie coinvolte non ha saldato il debito. Molte si sono rivolte al Tribunale e aspettano, così come il Comune, il giudizio del Consiglio di Stato, che a settembre ha negato la sospensiva che avrebbe congelato i pagamenti. Il Comune, dal canto suo, a parte una lettera di sollecito, non ha avviato azioni coattive per riprendersi i soldi.
La conseguenza è triplice. Primo, il Comune ha poca liquidità, quindi deve ricorrere all’anticipazione di cassa, che può rappresentare motivo di precarietà del bilancio. Secondo, gli oltre 6 milioni anticipati producono interessi passivi che ad oggi gravano su tutti i cittadini. Terzo, pur avendo dato parere positivo al bilancio, i revisori dei conti, nel loro parere, mettono la questione Peep Pizzetti al primo posto dei quattro suggerimenti - osservazioni per il Comune e «invitano l’Ente a monitorare e provvedere nei limiti di quanto consentito dal contenzioso in corso al recupero delle somme dovute dagli assegnatari dei terreni inclusi Peep Pizzetti anche in virtù dell’esito positivo dei ricorsi promossi dal Consiglio di Stato».
Mercoledì l’argomento è stato tra i più caldi del consiglio comunale. L’opposizione accusa la maggioranza di non sollecitare i pagamenti per non irritare le famiglie alla vigilia del voto. La maggioranza accusa l’opposizione di essere la responsabile del pasticcio. Insomma, come già nel 2016 per le amministrative – quando proprio sul Peep Pizzetti si formò l’asse a distanza M5s-Vivarelli Colonna in funzione anti Pd – il maxiconguaglio entra in campagna elettorale.
«Noi non abbiamo mai promesso mari e monti – ha detto ieri Fabrizio Rossi, candidato al Senato per FdI e assessore alle aree Peep, a margine della conferenza stampa di FdI –. Hanno pagato in pochi perché aspettano le sentenze del Consiglio di Stato. Anche i recuperi coattivi da parte del Comune sono in attesa delle sentenze. Certo, se la cosa fosse stata presa in tempo anni fa, si poteva risolvere».
Il problema, però, si pone oggi. E lo ha quantificato Rinaldo Carlicchi, di Passione per Grosseto, in consiglio comunale, parlando di 100mila euro per interessi passivi (tra Peep Pizzetti e altri crediti non riscossi) «che paghiamo noi per inerzia di altri. Si lascia fuori chi non paga la mensa scolastica e non si recuperano questi milioni?», ha detto, chiedendo anche che fine abbia fatto l’interrogazione presentata a ottobre con Pd e Lista Mascagni per chieder conto del recupero delle varie morosità.
«L’inerzia del Comune sta facendo accumulare circa 60mila euro l’anno di interessi passivi, circa l’1%, quindi è un’inerzia non innocua – spiega Lorenzo Mascagni, capogruppo del Pd, a nome di tutto il centrosinistra in consiglio –. Le proposte che abbiamo avanzato ad aprile non avrebbero fatto miracoli ma avrebbero sollevato le famiglie. L’amministrazione non le ha mai prese inconsiderazione ma qualcosa deve fare. E invece è solo una tattica preelettorale per non far arrabbiare le famiglie».
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