Il Tirreno

Grosseto

Condannati per la tentata rapina dopo l’acquisto di pesce

Secondo l’accusa, avrebbero voluto impossessarsi del contenuto della cassa. Secondo la difesa, ci sarebbe stata sì una discussione con colluttazione ma solo per uno scontrino battuto per 5 euro...

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Secondo l’accusa, avrebbero voluto impossessarsi del contenuto della cassa. Secondo la difesa, ci sarebbe stata sì una discussione con colluttazione ma solo per uno scontrino battuto per 5 euro quando la spesa (che doveva essere ripartita tra gli acquirenti) assommava a 17 euro. L’accusa aveva chiesto 3 anni e 1.000 euro sia per il tentativo di rapina sia per le lesioni causate. La difesa aveva invece sollecitato il proscioglimento con formula di giustizia.

Il Tribunale ha ritenuto sussistenti le responsabilità per entrambi i reati e per entrambi gli imputati e ha condannato a 1 anno e 1 mese più 500 euro ciascuno due cittadini del Bangladesh, Mannan Ali e Manik Md, 46 e 35 anni, all’epoca (era l’ottobre del 2011) arrestati dalla polizia di stato intervenuta dopo la richiesta di aiuto arrivata da via Roma.

Era qui, nel negozio di generi alimentari condotto da Ruku Rokonnujjaman, che l’episodio era avvenuto. Secondo l’accusa – che pure ha evidenziato le difficoltà di comprensione linguistica emerse nel corso delle testimonianze – la discussione era sorta per l’acquisto di un certo quantitativo di pesce, che il titolare doveva preparare: mentre avveniva il pagamento con una banconota da 20 euro per un costo di 5 euro, gli imputati avrebbero adocchiato il contenuto della cassa e avrebbero cercato di appropriarsene. Le lesioni riportate e contestate nell’imputazione (causate al titolare, 5 giorni di prognosi, e a un avventore, 10 giorni) sarebbero compatibili con la dinamica dell’episodio.

L’avvocato Riccardo Lottini (per Md) non ha contestato la colluttazione ma si è soffermato a lungo sulle motivazioni: e cioè su quello scontrino che avrebbe scatenato la reazione di chi avrebbe poi dovuto farsi rimborsare dagli altri commensali la spesa sostenuta. “E poi: è verosimile che uno paghi, si faccia dare lo scontrino e poi metta in atto una rapina?”. Chiesta l’assoluzione per la tentata rapina, il legale ne ha evidenziato anche la mancanza del nesso con le lesioni, ritenute tra l’altro lievi e con una remissione di querela intervenuta nel frattempo. Inverosimile anche per il difensore di Ali, l’avvocato Mario Fabbrucci, l’ipotesi di una tentata rapina, anche perché si trattava di clienti abituali: non avrebbe avuto senso. Doppia la richiesta di assoluzione avanzata da Fabbrucci, perché dal processo non sarebbe risultato nemmeno che Ali avesse aggredito il cassiere e l’avventore. (p.s.)



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