Meteo
Salvini: «Io da premier vi faccio la Tirrenica»
Duecentocinquanta grossetani ieri mattina al Gallery Cafè per il leader della Lega che attacca le «coop rosse», lancia Lolini «per la vostra agricoltura» e si fa selfie
GROSSETO. Scalda gli animi ma evita cautamente di infiammarli. È “il” Matteo Salvini che si ferma a Grosseto, al Gallery Cafè, nella prima tappa giornaliera del viaggio con cui il leader della Lega ieri ha risalito la costa toscana. Due-trecento sostenitori – «che avrebbero potuto essere molti di più se l’appuntamento non fosse stato alle 9.30 della mattina», dice qualcuno – si sono assiepati per lui tra gli ombrelloni del Gallery e il cortile della Camera di Commercio. Nessun disordine: ma neppure c’è stato un cenno minimo che abbia fatto presagire alla tensione. Siamo in Maremma e il parterre grossetano è assai diverso da quello che da lì a poco lo attenderà prima a Livorno, e poi a Pisa tra cortei degli antagonisti, cariche dei celerini, pietre e bottiglie che volano.
A Grosseto il leader del Carroccio censura «chi alle idee risponde con la violenza». Attacca «le coop rosse», ree – «di travestire il business da accoglienza degli immigrati». Lancia il leghista-imprenditore agricolo Mario Lolini, candidato nel collegio uninominale della Camera Grosseto-Piombino-Elba: «Fate in modo – dice – di mandarlo ad occuparsi della vostra agricoltura e di queste terre». E ci concede a decine di selfie: giovanissimi, signore e signorine sono stati i fan per antonomasia: tutti ordinatamente in fila per uno scatto.
Quando ha finito il comizio, ormai in procinto di andare, lo prendiamo (quasi) in contropiede: «Ma Salvini-premier la Tirrenica la farebbe o no? ». «Sì, certo, in bicicletta» risponde con sorriso e stretta di mano. Poi si ferma e ci ripensa: «Sì, eccome che la farei – Del programma infrastrutture se ne è occupato Claudio Borghi», già responsabile Economia del Carroccio, candidato alla Camera nel plurinominale. E prima del commiato ci chiede: «Scusate, ma da quant’è che questa Tirrenica si deve fare? ».
Al Gallery Cafè, ad accogliere Salvini, oltre a Lolini, c’era la giunta grossetana ben rappresentata: per esempio, dagli assessori Riccardo Megale e Giacomo Cerboni. E poi c’era il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna che con il suo discorso di lancio-presentazione del leader leghista ha mandato su tutte le furie le candidate del Pd Antonella Goretti e Silvia Velo. Ecco il passaggio del sindaco finito nel loro mirino: «L’unica cosa che sappiamo fare bene con il governo a trazione Pd – ha detto Vivarelli Colonna – è scegliere la posizione giusta, a pecorina, in un’Europa che ci comanda e che ci domina... Meglio di una pornostar». Velo e Goretti rispondono: «Quello del primo cittadino – si legge in una nota delle candidate Pd – non può che essere catalogato come lo sproloquio di un uomo privo di senso delle istituzioni. Il sindaco, oltre a declassare la dialettica democratica a semplice vezzo di pseudo-intellettuali – continua la nota di Goretti e Velo – ha intrattenuto i presenti con un farneticante intervento in cui ha parlato di una sinistra fascista, xenofoba, intollerante e anti-democratica. Per non parlare, poi – e qui è l’attacco all’immagine colorita usata dal sindaco – del gergo triviale e offensivo nei confronti delle donne utilizzato dal sindaco nel paragonare il nostro Paese ad una pornostar, che deve indignare tutti. Nessuno escluso».
ALTRI SERVIZI DA PAG. 2 A PAG. 5
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
