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Sola e con un figlio disabile «Sono sotto sfratto: aiutatemi»

Sola e con un figlio disabile «Sono sotto sfratto: aiutatemi»

GROSSETO. Nella vita si è sempre rimboccata le maniche per tirare avanti, sola con un figlio disabile. Mille lavori, mille attenzioni per il suo bambino. Ma ora, con uno sfratto che rischia di...

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GROSSETO. Nella vita si è sempre rimboccata le maniche per tirare avanti, sola con un figlio disabile. Mille lavori, mille attenzioni per il suo bambino. Ma ora, con uno sfratto che rischia di sbatterla in strada, Patrizia Marchini, una bella signora sulla cinquantina, si fa coraggio e chiede aiuto. «Non so come fare, sono disperata, piango giorno e notte», racconta.

La signora, di origini romane, è arrivata in Maremma anni fa, seguendo il padre di suo figlio. «Per 15 anni ho diretto un reparto Conad a Civitavecchia – racconta – poi mi sono trasferita. Il padre di mio figlio non voleva che lavorassi».

Il bambino che nasce, 19 anni fa, ha una malformazione alla gamba. «Dopo poco siamo rimasti soli, io e lui – dice la donna –. Mi sono adattata a fare la cameriera, la cuoca. I miei genitori mi danno una mano. Per 13 anni mio padre mi ha pagato il mutuo. Poi il mio ex si è ripreso la casa e io e mio figlio siamo andati a stare in affitto. Viviamo con la sua pensione di circa 500 euro, i miei ci aiutano e faccio qualche lavoretto di pulizia. Ma alla mia età nessuno ti prende al lavoro. E non ce la faccio a pagare l’affitto di 630 euro al mese».

Patrizia è in arretrato da otto mesi e a dicembre le è arrivato lo sfratto. «Mi vergogno a essere qui a raccontare la mia storia – dice – ma non so cos’altro fare. Ho chiesto aiuto al Comune per avere una casa e ho chiesto un incontro al sindaco. La segreteria mi aveva detto che mi avrebbe richiamato l’indomani ma non l’ha mai fatto».

Il Coeso può dare una mano a pagare l’affitto e far da garante con il proprietario di casa. In questo caso c’è stato anche un tentativo di trovare un accordo con il proprietario, che però si vuole riprendere l’appartamento. Alla signora non resta che cercare una sistemazione. «Ma senza una busta paga, chi mi dà una casa?».

Come se non bastasse «il Comune – dice la signora – mi ha negato il contributo affitto. Io chiedo solo un lavoro e un tetto per me e mio figlio, che studia e vorrebbe fare il medico». (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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