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Rapinato dell’iPhone per fare sparire il video del rapporto sessuale
Sotto accusa una ragazza, mamma, nonna e due amici. “Spedizione punitiva” contro il ragazzo con minacce di morte e un bastone
FOLLONICA. Da un punto di vista giuridico non è altro che una rapina aggravata, con cinque imputati che si sarebbero dati da fare anche con un bastone per portare via un iPhone 6 a un giovane uomo oggi 23enne. Quella che si può configurare come una “spedizione punitiva” ha però un risvolto curioso, perché nel cellulare era contenuto un video in cui il proprietario avrebbe avuto un rapporto sessuale con una ragazzina all’epoca (agosto 2015) appena 18enne, anche lei fra gli imputati insieme a parenti e amici. E la rapina, anche se non è indicato nell’imputazione, avrebbe avuto come scopo quello di togliere dalla circolazione il video o comunque di impedirne la circolazione.
Cinque posizioni che si sono separate all’udienza preliminare, perché uno degli imputati ha scelto di affrontare il giudizio abbreviato davanti al giudice Marco Mezzaluna, fra poche settimane, e gli altri sono stati rinviati a giudizio davanti al collegio: per loro a maggio la prima udienza. C’è un sesto giovane che avrebbe agito in concorso, il fratello della ragazza: minorenne, di lui si occupa Firenze.
I fatti contestati dal sostituto procuratore Giuseppe Coniglio risalgono al 2 agosto 2015. E sono esclusivamente riferiti alla sottrazione dell’iPhone dalla mano del proprietario, che sarebbe stato minacciato anche di morte, anche con l’uso di un bastone. Non tutti e cinque, naturalmente, potevano averlo brandito ma tutti sono imputati per il concorso, con l’aggravante delle minacce commesse da più di cinque persone e con l’uso di un’arma. Sono la ragazza, appunto, la madre e la nonna (nonché il fratello) e due amici, oggi poco più che quarantenne l’uno e poco più che 25enne l’altro. Entrambi con vari precedenti.
La rapina sarebbe avvenuta dalle parti di via Europa. Il giovane aggredito aveva poi chiamato i carabinieri, che avevano rintracciato la famiglia e sequestrato il telefono. E avevano poi ricavato il video, riversato su un cd: il video sarebbe stato girato pochi giorni prima, al di fuori di un locale da ballo. Secondo chi lo ha visionato non è chiaro chi fosse la ragazza, dal momento che sono visibili solamente le parti intime. Ma evidentemente la famiglia deve aver ritenuto che ci fosse qualcosa di compromettente per la ragazza.
Cosa sia accaduto dopo sarà verosimilmente chiarito davanti ai giudici del Tribunale, sia davanti al gup, dove però si procederà con il rito abbreviato, cioè allo stato degli atti, sia davanti al collegio, dove invece il dibattimento darà modo di approfondire i contorni e le motivazioni dell’episodio. Il giovane rapinato non si è costituito parte civile nel procedimento.
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