Il presidio
Nel futuro del Casalone ci sono i cavalli
Internazionale di Endurance a fine agosto e programma delle corse pronto per marzo. Massai: «Da Roma però tutto tace»
GROSSETO. Al Casalone si potrebbe correre anche a marzo: almeno per tre giornate – aveva anticipato Il Tirreno nelle scorse settimane – e l’amministratore unico della società Alessandro Massai conferma: «Noi il programma l’abbiamo preparato anche se dal ministero è buio». Non ci sono novità per il futuro dell’ippica maremmana dopo che Roma ha pubblicato il 1° febbraio – il giorno prima della ripresa delle corse con l’apertura della riunione invernale al trotter di Grosseto – l’attesissima classificazione delle ippodromi del Belpaese piazzando il Casalone tra gli impianti di status commerciale. Non si sa se e quanti fondi arriveranno, se e per quanto si continuerà a correre. C’è però una certezza: i cavalli, al Casalone, continueranno ad essere protagonisti: a fine agosto, annuncia Massai, verrà ospitata l’Internazionale di Endurance. Intanto prende forma anche qualche progetto di riorganizzazione degli spazi sottoutilizzati dell’impianto ippico: che non significa, però, “riconversione” dell’ippodromo.
Largo ai giovani. Si chiama “Six” la start-up che prenderà la residenza al Casalone. Nata dalle competenze e dall’entusiasmo di tre giovani professionisti grossetani – l’innovation designer Bernardo Cigliano, l’ingegnera ambientale e figlia dell’amministratore dell’Ippodromo del Casalone Micol Massai, il commercialista Domenico Marletta – Six ha molti progetti a cui sta lavorando ed uno è l’apertura di un co-working cioè uno spazio-fucina dove giovani diplomati e laureati possono incontrarsi per condividere conoscenze e competenze e per contaminare le proprie idee imprenditoriali. Il co-working di Six verrà ospitato al posto dell’Agenzia di scommesse che, attualmente nel sottotribuna, verrà trasferita nella palazzina ex uffici. «Nel futuro del Casalone – nota Massai – c’è sport, tempo libero e progetti sociali; e quello di “Six” appartiene a quest’ultima categoria». I vani verranno concessi in comodato gratuito: «Provvisoriamente – dettaglia Massai – e poi si vedrà». C’è chi ha già detto che l’arrivo di Six è il Cavallo di Troia per aprire ad una riconversione dell’ippodromo grossetano lontano dal Mondo Cavallo e dall’ippica: «Non è affatto così – ci risponde Massai – anche perché lo spazio che verrà occupato dal co-working è assolutamente minimale rispetto all’intera struttura».
Arrivano le associazioni. In dirittura d’arrivo c’è anche un contratto per accogliere al Casalone le sedi di associazioni che lavorano sul segmento della pet therapy e nel recupero degli animali maltrattati: verranno concessi spazi al momento inutilizzati o sotto-utilizzati sempre nell’ottica di creare al Casalone un luogo attraente anche – e non solo – per bookmaker e scommettitori ippici che sono ormai una razza in estinzione.
Macché cammelli. È trascorsa una quindicina di giorni ma la proposta-provocazione lanciata da alcuni allevatori nel primo pomeriggio di ripresa delle corse non è passata sotto-traccia. «Facciamo correre – avevano detto – i cammelli come ha fatto Merano o i cani come fa Pisa per portare gente all’ippodromo». Quella di Massai non è una replica, ma tant’è: «In un momento di crisi come questo – dice l’amministratore del Casalone – come si può aver voglia di scherzare? I cammelli? Chi li ha tirati fuori forse non sa che l’ippodromo di Pisa è della Regione Toscana mentre quello di Merano e del Comune, e quindi per entrambi gli impianti il rischio per il patrimonio è pari allo zero». Al Casalone è un’altra storia, intanto venerdì i cavalli tornano al tondino e gli occhi sono puntati sul sito del Ministero per l’uscita dei prossimi calendari: si correrà a marzo?
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