Italia
Ruba crema, farmacista lo insegue
Furto e spaccio: lettera aperta a sindaco e questore sulle condizioni di via Roma
GROSSETO. Ha inseguito il ladro che si era infilato nello zaino un prodotto cosmetico e se l’è fatto restituire. Racconta il tutto Cecilia Severi, titolare della farmacia, preoccupata per le condizioni d via Roma.
«Venerdì alle 18 stavamo lavorando – dice – quando è entrata una persona che gironzolava in farmacia. Stavo servendo un cliente. E’ venuto da me l’addetto alla dermocosmesi dicendo di aver avuto la sensazione che il tipo si fosse messo nello zaino una crema delle più costose. Ho mollato tutto e con una signora molto gentile ci siamo messe a correre lungo via Roma. L’abbiamo raggiunto, era buio. Mi sono avvicinata e gli ho detto “fermati e tira fuori quel che hai preso”. Lui ha aperto lo zaino dicendo “ho fame”, come se qualcuno si sfamasse con questi creme per il corpo. Ho ripreso la crema e me ne sono andata». Severi non fa polemiche nei confronti dell’amministrazione («le mie osservazioni sono indipendenti dal colore politico»), ma lamenta «una situazione «sociale insostenibile in cui servirebbero più controlli. Dal punto di vista della pulizia la situazione è migliorata – dice la farmacista citando l’assessore Simona Petrucci – ma la strada è buia e in balia dei balordi».
«Fatti di questo genere – dice anche suo padre Giuseppe Severi in una lettera aperta a questore e sindaco del Comune di Grosseto - sono avvenuti in via Roma altre volte: furti, borseggi, vetri di auto infranti per rubare dentro. Via Roma è alla mercé di personaggi dediti al vagabondaggio, all’accattonaggio e allo spaccio. Il personale della farmacia, per la massima parte femminile, lavora nel terrore di una rapina e prepotenze e la sera, a buio inoltrato, esce impaurito da personaggi non rassicuranti. Alle autorità competenti cui è diretta questa lettera - conclude Giuseppe Severi - chiedo più sensibilità verso questi lavoratori e una maggior presenza rassicurante delle forze dell’ordine in un centro cittadino desertificato dalla chiusura di tanti negozi per la crisi economica e l’insensata apertura di mega centri commerciali creati nell’interesse di pochi». (el.gi.)
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