Affitti, via libera ai contratti sotto 30 giorni
Per i canoni agevolati restano a regime gli sgravi fiscali sia per gli inquilini che per i proprietari
GROSSETO. Forse non tutti lo sanno ma ci sono novità significative per chi ha appartamenti sfitti da mettere a reddito: sono infatti ormai ammessi i contratti d’affitto inferiori a 30 giorni anche svincolati dalla “destinazione” turistica.
La legge prevede che vengano stipulati accordi territoriali tra Comuni e associazioni di categoria che tutelano gli interessi sia dei proprietari che degli affittuari alla luce di nuove regole per la locazione abitativa degli immobili. Di recente Asspi, Confedilizia, Uppi, Sicet, Sunia e Uniat, ovvero le organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori tra quelle maggiormente rappresentative del settore, hanno stipulato accordi territoriali – che entreranno in vigore dal 1° febbraio – nei seguenti Comuni: Castiglione della Pescaia, Follonica, Orbetello, Monte Argentario e Scarlino. Per Grosseto, invece era già stipulato un accordo territoriale il 14 giugno, che era entrato in vigore il 21 giugno.
Grazie ad un decreto ministeriale, dunque, è ormai possibile stipulare contratti di affitto di durata inferiore a 30 giorni fino ad ora limitati alle locazioni turistiche o di villeggiatura: essi sono definiti contratti di natura transitoria.
Non solo: «Ai contratti transitori – spiega Demetrio Cozzupoli, segretario provinciale del Sunia – si potranno anche applicare i cosiddetti canoni concordati» che assicurano vantaggi fiscali sia per il proprietario dell’immobile che per l’inquilino.
Il contratto a canone concordato non prevede costi né di registrazione né di bollo per entrambe le parti.
L’inquilino può godere di un canone inferiore in media del 20% rispetto a quello del libero mercato e può portare in detrazione d’imposta una quota dell’esborso: fino a 495 euro per redditi fino a 15mila euro e fino a 247 euro per i redditi più alti.
Chi affitta un immobile a canone concordato ha degli sgravi fiscali: o una riduzione del 30% dell’Irpef per i redditi che provengono dalla locazione dell’immobile o, nel caso opti per la tassazione separata dei redditi da locazione, di uno sgravio al 10% della cedolare secca (regime già vantaggioso); questa seconda chance, però, vale solo nei Comuni ad alta tensione abitativa: tra quelli in cui si è andati al rinnovo degli accordi territoriali, Follonica, Castiglione della Pescaia e Scarlino, a cui si aggiunge Orbetello in quanto municipio nel quale si sono patiti gli effetti di calamità naturali; e tra i Comuni ad alta tensione abitativa c’è anche Grosseto, per cui l’accordo territoriale stipulato da Asspi, Confedilizia, Uppi, Sicet, Sunia e Uniat risale al 14 giugno ed è entrato in vigore il 21 giugno.
Sempre per chi affitta a canone concordato, è previsto un bonus sia Imu che Tasi che ha effetto sul 75% dell’aliquota fissata dal Comune.
Chi volesse saperne di più può rivolgersi alle associazioni che tutelano gli interessi dei proprietari, se ha intenzione di mettere a reddito il proprio immobile, o degli inquilini se è in cerca di una sistemazione anche transitoria.
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