Il Tirreno

Grosseto

Domani si corre al Casalone con l’incognita del decreto

di Francesca Gori
Domani si corre al Casalone con l’incognita del decreto

Entrano in vigore oggi le modifiche volute dal ministero delle politiche Agricole L’appello ai grossetani: «Venite all’ippodromo, non lasciate che chiuda» 

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GROSSETO. Vittorino, Balzana e Amazing Victory nitriscono e scalpitano. Con loro, altri 54 cavalli sono pronti domani, alle 14,30, a scendere in pista. Per l’occasione, al Casalone è stata preparata quella grande, cosa che nel mese di febbraio non è mai successo.

È un appuntamento importante quello di domani all’ippodromo di Grosseto. Tanto che dall’impianto, ieri, è partito un appello a tutti i grossetani. «Venite a vedere le corse in programma oggi, aiutateci a tenere aperto questo impianto». Un centinaio di persone, per ogni appuntamento in programma, il cancello dell’impianto lo varcano, ma non basta. E soprattutto, forse non basteranno le scommesse che vengono fatte su quei cavalli.

Oggi però è una giornata particolare per l’ippica: dopo anni di attesa infatti entrerà in vigore l’ormai famigerato decreto Castiglione, scritto e voluto dall’omonimo sottosegretario del ministero per le Politiche agricole e che ridisegna la mappa degli ippodromi in Italia. O meglio, li riclassifica.

Quello che però prevede il decreto, si saprà soltanto quando verrà pubblicato: i parametri che sono stati presi in considerazione riguardano la mole di giocate effettuate e il numero di cavalli al tondino. Ma basta poco, quando si parla di media mediata, a finire in una classe o in un’altra.

Solo oggi, poi, sarà chiaro anche cosa significherà essere in una fascia o nell’altra e se il Casalone potrà restare aperto così com’è o se invece la nuova classificazione dovrà essere seguita da modifiche sostanziali. Modifiche che potrebbero anche prevedere la già annunciata fusione con l’ippodromo dei Pini di Follonica.

«Quello che mi auguro - dice il sottosegretario alle Politiche agricole Luca Sani - è che ci siano tutti i presupposti per andare avanti, perché l’ippodromo del Casalone rappresenta parte della storia della città e ha delle caratteristiche che molti altri impianti non hanno». Si vedrà, oggi, quando il futuro dell’ippodromo sarà finalmente svelato.

Intanto però, si torna al tondino con una giornata di corse che non ha assolutamente nulla da invidiare ad altri impianti: i cavalli alla partenza sono 57, suddivisi in 6 corse. «Abbiamo in programma anche una seconda tris e due corse di Ippica Nazionale - spiega il direttore dell’impianto Valfredo Valiani - e questo la dice lunga sul livello delle manifestazioni che vengono organizzate qua». Valiani vive e lavora con i cavalli da quando era ragazzo. «Da ippico e da grossetano - aggiunge - mi ci piange il cuore per questa situazione. La chiusura fino a ora è stata scongiurata, sarebbe bello poter continuare ancora».

La società che gestisce l’impianto non sta attraversando un bel momento, almeno sul fronte del bilancio, ma la volontà non manca. Quello che ora conta, è capire cosa ci sia scritto nelle pieghe del decreto che ha rimandato per due anni la propria attuazione. Insomma, bisogna vedere se il Casalone avrà tutti i numeri in regola per restare aperto. La volontà, fino a oggi, c’è stata: a dimostrarlo sono proprio le sei corse in programma all’ippodromo. «Abbiamo già definito il calendario delle prossime giornate - aggiunge Valiani - Ne abbiamo già pianificate sette con quella di oggi: a febbraio ogni venerdì e a marzo i primi due sabati del mese e mercoledì 21». Anche in quell’occasione, quindi, i grossetani sono attesi al Casalone: l’appello è stato lanciato dai dipendenti e dai gestori della struttura. L’ippodromo, a Grosseto, è un’istituzione, anche se oggi non è più frequentato come un tempo. Ed è un settore, quello dell’ippica, che merita attenzione. «Ci sono stai gravi ritardi - dice il sottosegretario Sani - Ora il decreto sarà attuativo e la riorganizzazione del settore finalmente partirà. Credo comunque che il Casalone abbia le caratteristiche per andare avanti, sperando anche nella crescita di questo settore».

Le dita sono incrociate e non soltanto quelle degli scommettitori che domani proveranno il brivido di vedere i cavalli sui quali hanno puntato lanciati verso il traguardo. Anche, e forse soprattutto, quelle di chi all’ippodromo lavora.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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