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«La bottega di babbo dove pittori e scrittori parlavano d’arte»
GROSSETO. «La bottega di babbo era molto frequentata, non solo dagli artisti grossetani, ma anche da personaggi come Guttuso. Cassola si fermava spesso, e anche Bianciardi. Si fermavano a parlare di...
GROSSETO. «La bottega di babbo era molto frequentata, non solo dagli artisti grossetani, ma anche da personaggi come Guttuso. Cassola si fermava spesso, e anche Bianciardi. Si fermavano a parlare di pittura e di arte in genere».
È uno spaccato della Grosseto che fu quello che l’architetto Renzo Gentili ha regalato ieri ai corsisti di “Cap 58100 - Piazze N(u)ove”, a Clarisse Arte, nell’incontro dedicato a piazza della Palma. Il padre, il pittore Carlo Gentili, aveva qua la sua bottega, aperta nel 1937.
Gentili ha portato in esposizione un dipinto del padre che raffigura il circo, allestito nel Dopoguerra proprio in piazza della Palma. «Io avevo 12 anni – ha ricordato – quando veniva Pipetto, con la sua carovanella. Era un piccolo funambolo e alla gente piaceva seguire i suoi lazzi. Dal dipinto si vedono ancora i colori degli intonaci delle stanze dirute per il bombardamento».
La piazza di oggi? «È sciupata da questa brutta aiuola spartitraffico – dice Gentili – , che forse non viene tolta per non far dispiacere a chi ci mette la macchina». E in futuro? Gentili palude all’iniziativa di aprire il dibattito ai cittadini. «Queste cose non riguardano solo gli architetti – ha detto – Io qui parlo da cittadino. E sono sicuro che da questi incontri nascerà qualcosa». (f.f.)
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