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Ex assessore a giudizio «Sono stato perseguitato»

Ex assessore a giudizio «Sono stato perseguitato»

GROSSETO. Truffa e calunnia: sono queste le accuse che un uomo di 76 anni ha mosso nei confronti dell’ex assessore Emanuel Cerciello. La Procura di Grosseto ha disposto la citazione diretta a...

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GROSSETO. Truffa e calunnia: sono queste le accuse che un uomo di 76 anni ha mosso nei confronti dell’ex assessore Emanuel Cerciello. La Procura di Grosseto ha disposto la citazione diretta a giudizio nei confronti dell’imprenditore e l’udienza davanti al giudice Giovanni Muscogiuri è fissata il 13 luglio in tribunale.

Tutto è cominciato con la denuncia che l’anziano, che aveva un rapporto di amicizia con Cerciello, ha presentato quattro anni ai carabinieri. Una denuncia nella quale si faceva riferimento a una truffa appunto: l’ex assessore si sarebbe fatto consegnare seimila euro per saldare un debito contratto dal nipote. Un debito che, secondo la Procura, era inesistente. C’è poi l’accusa di calunnia che riguarda un assegno da seimila euro, che sarebbe stato depositato in Banca dal settantaseienne. Cerciello lo ha denunciato, incolpandolo di furto.

È una vicenda complicata quella sulla quale il giudice Muscogiuri si dovrà trovare a decidere. Cerciello infatti aveva fondato una società con il nipote dell’anziano. «Dovevamo pagare 12.000 euro in totale, soldi che dovevano essere versati nel conto della Last Minute tours, un franchising per lavorare come sede operativa locale - spiega l’ex assessore - e quei soldi li ha prestati lo zio al nipote. Il versamento è stato fatto sul conto corrente della società di tour operator, non certo sul mio. Era semplicemente un’operazione societaria, già definita. La denuncia che mi è arrivata mi ha lasciato senza parole». Cerciello, difeso dall’avvocato Christian Sensi è pronto a dimostrare anche che quell’assegno per il quale aveva denunciato l’anziano, faceva parte del suo carnet ma non portava la sua firma. «Mi chiamò la banca perché qualcosa non tornava - dice - e c’è anche la perizia del notaio dell’istituto di credito che dice che la firma non era la mia. Quel carnet era in un cassetto nella mia agenzia di viaggi alla quale l’uomo che mi ha denunciato aveva accesso. Mi fidavo di lui».

Una vicenda, quella che finirà a luglio in tribunale, che l’ex assessore ha vissuto con dolore. «Ha fatto vedere le denunce a tutti - dice - Quando ero assessore portò anche le fotocopie di alcuni atti al sindaco. Sono stato perseguitato a lungo e tante altre querele che ha presentato nei miei confronti sono state tutte archiviate».

Anche l’avvocato Sensi confida nell’assoluzione. «Chi ha denunciato il mio cliente - dice - ha manifestato qualche tendenza persecutoria nei confronti dell’ex assessore».

Francesca Gori

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