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Il giallo della borsa di Alda trovata a 30 metri dal corpo
Perché tanta distanza? E come ha fatto la donna a finire in un luogo impervio? I carabinieri ieri hanno sentito alcuni abitanti. Le amiche hanno portato fiori
ROCCATEDERIGHI . Intorno alla scomparsa e poi alla morte di Alda Albini, la donna di Roccatederighi il cui corpo è stato ritrovato un mese dopo l’ultimo contatto, ci sono ancora diversi dubbi, incongruenze.
Il ritrovamento della borsa della donna, lunedì pomeriggio, da parte dei carabinieri della stazione di Roccatederighi (Roccastrada), grazie alla segnalazione di un passante, completa il quadro, ma al tempo stesso non chiarisce la dinamica dei fatti. Anzi, li rende ancora più difficili da interpretare.
Il cadavere di Alda Albini, in avanzato stato di decomposizione, era stato ritrovato domenica da tre ragazzini, in fondo a un dirupo, nel letto del torrente che a monte della strada i rocchigiani chiamano Pisciolino e a valle Fossato. Un luogo vicino alle case ma difficilmente penetrabile a causa della fitta vegetazione. La borsa blu a quadri bianchi (non rossa come si era appreso in un primo momento), tipo quelle da passeggino, è stata scoperta invece due metri sotto il piano stradale, in mezzo ai rovi.
«È stato il maresciallo Francesco Ricci, in persona, a recuperarla» raccontano alcun paesani presenti. Non si sa cosa contenesse: di certo il borsello con i documenti e il cellulare.
La troupe di “Chi l’ha visto?”, che aveva filmato nel dettaglio tutta la zona poco prima del rinvenimento, tra i tanti “residui” che si trovano sotto al ponte della Fontona, si era soffermata anche su quel “fagotto” blu. È presumibile che la borsa fosse lì da tempo, dal giorno in cui Alda è scomparsa. Nessuno, però, nei giorni precedenti, l’aveva notata.
Una cosa, è sicura: la pensionata, a un certo punto, deve essersi separata dalla sua borsa. Dal punto del ritrovamento, infatti, è impossibile – sia per la distanza, sia per la poca pendenza, sia per la presenza di un vero e proprio muro di rovi, tronchi, piante – pensare che un corpo sia potuto scivolare o essere trascinato così lontano, adagiandosi nel fosso che si trova trenta metri più in basso.
I carabinieri di Roccatederighi, che ieri hanno di nuovo lavorato tutto il giorno sul caso, compiendo anche delle simulazioni nella rupe e nella boscaglia, non escludono che la donna possa essere precipitata non proprio in quel punto ma una ventina di metri più avanti, dove finisce il muretto in lastre di trachite e inizia il guardrail in legno.
Forse Alda era in stato confusionale o con precisi propositi suicidi. Sarà importante, dirimente, conoscere l’esito dell’autopsia disposta dal magistrato Salvatore Ferraro, che verrà svolta dopodomani.
Ecco perché, al momento, non si può escludere neppure l’ipotesi che Alda sia stata investita da un’auto.
Ieri, in prima mattinata, sono state sentite dai carabinieri altre persone informate sui fatti, a partire dal medico di base del paese, dove Alda si recava per farsi segnare le medicine, a volte anche solo per parlare.
A Roccatederighi, in questi giorni, c’è un clima di tristezza. La vicenda ha scosso questa piccola comunità, dove la donna era nata e cresciuta, per poi ritornarci pochi mesi fa.
Un mazzo di fiori, di margherite bianche e rosa, è stato deposto proprio nell’angolo del fossato in cui si trovava il cadavere. Un gesto di affetto di familiari e amiche.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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