Italia
M5s a bocca asciutta Nessun grossetano nel proporzionale
Grillini maremmani esclusi dalla corsa per Camera e Senato Deluso Gori: la rinuncia al consiglio comunale non è bastata
GROSSETO. Per il momento non c’è alcun grossetano tra i candidati del Movimento 5 stelle alla Camera e al Senato. Si parla dei listini proporzionali. Le Parlamentarie hanno bocciato tutti gli attivisti locali del Movimento.
Dei tanti nomi che erano in campo per rappresentare la Maremma (Mirella Rossi, Gianni Trilli, Daniela Castiglione, Guido Del Gizzo, Daniele Vecchi, Piero Del Gamba, Bruno Brunone al Senato e Isacco Bocci alla Camera) nessuno ha incassato le preferenze sufficienti per entrare tra gli otto (più altre otto riserve) che potranno aspirare a un posto in Parlamento.
Stavolta la partecipazione alla consultazione, solitamente buona a Grosseto e in provincia, non è bastata e il risultato lascia indubbiamente qualche strascico.
I numeri esatti ancora non si conoscono, così come non si sa come sia stato organizzato il voto, se erano previsti, oppure no, parametri di ponderazione sulla rappresentanza territoriale, per riequilibrare il minor numero di cittadini della Maremma. Di certo c’è che Grosseto non ha piazzato nessuno tra i potenziali senatori e deputati. La divulgazione dei dati delle votazioni è attesa nei prossimi giorni.
Oltre al discorso dei numeri un’altra spiegazione a questo vuoto potrebbe essere dettata dalla mancanza di nomi noti, persone capaci di coinvolgere l’elettorato degli attivisti a cinque stelle, come lo stesso Giacomo Gori, fermato da una regolina cambiata all’ultimo minuto, o l’avvocato Claudio Fiori. Ora restano da scegliere le due candidature nei collegi uninominali. Qui conterà solo la parola di Beppe Grillo e del neoleader Luigi Di Maio.
La scelta verrà fatta a Roma, dopo aver sentito i livelli locali, magari con un occhio a ciò che nel frattempo è emerso nella composizione dei listini. È presumibile che sarà grossetano/a il nome in corsa nel 14. Mentre per il collegio senatoriale 7 – Grosseto-Livorno – è molto probabile che si punti su un attivista labronico.
Ma perché il leader del meetup grossetano Giacomo Gori, nonostante il risultato alle amministrative (8.386 voti, pari al 20 per cento), la considerazione di cui gode in città e il buon lavoro fatto negli ultimi anni in consiglio comunale, non ha potuto partecipare alle Parlamentarie e non sarà neanche papabile per i collegi uninominali? La spiegazione sta nel nuovo regolamento per le candidature partorito un paio di settimane fa dalla Casaleggio, che taglia fuori a sorpresa quelli che come Gori hanno rinunciato a effettuare il secondo mandato come consiglieri di opposizione. Insomma, si è ritenuto che certi comportamenti nascessero solo dalla speranza di poter utilizzare in futuro, per partite più interessanti, il secondo e ultimo mandato che il Movimento consente. Non è detto che Gori volesse candidarsi, ma ad amici e attivisti a lui vicini ribadisce di aver fatto solo un mandato e considera di averne ancora uno spendibile, considerando un gesto corretto rinunciare a fare il consigliere dopo la mancata elezione a sindaco.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
