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Grosseto

La canoa cadde dall’auto, via al processo per lesioni

La canoa cadde dall’auto, via al processo per lesioni

Nell’incidente era rimasto gravemente ferito Pier Ferruccio Lucheroni La Procura ha contestato la qualità delle cinghie di fissaggio al portapacchi

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GROSSETO. Aperto ieri davanti al giudice Giovanni Muscogiuri il processo conseguente all’incidente stradale nel quale rimase gravemente ferito Pier Ferruccio Lucheroni, conosciutissimo dirigente di Confesercenti, che il 30 maggio 2015 (all’epoca aveva 65 anni) stava percorrendo in scooter la strada delle Collacchie: venne preso in pieno da una canoa che aveva strappato le cinghie di fissaggio al portapacchi di un’auto che viaggiava in direzione opposta. Era stato a lungo in pericolo di vita.

Quattro gli imputati ma il processo è stato “spacchettato” per competenza territoriale. Resta al Tribunale di Grosseto l’imputazione di lesioni colpose in cooperazione colposa. Ne sono imputati il conducente dell’auto Citroen Crosser, Mauro Bellantonio, 62 anni, di Grosseto, e tutti coloro che la Procura ritiene responsabili in qualche modo della scarsa qualità delle cinghie made in Cina: chi le ha distribuite in Italia (Carlo Seresini, di Mantova, legale rappresentante della Ototop che le aveva importate, Mario Marinelli, di Macerata, legale rappresentante della Rutthen che le aveva ordinate) e chi le aveva messe in commercio a Grosseto, cioè la Bricolarge di Giulio Gennari.

Resta a Grosseto anche l’imputazione per il solo Bellantonio di guida in stato di ebbrezza (1.05 grammi per litro di sangue), con l’aggravante di aver causato l’incidente stradale. Sono state trasferite ad altri Tribunali le altre imputazioni: a Mantova e a Macerata quella relativa alla presunta frode in commercio e che riguarda Seresini e Marinelli, perché avrebbero consegnato agli acquirenti cose mobili diverse per provenienza da quella dichiarata (era stata indicata come importatrice sulle confezioni di 7.200 cinghie la Rutthen invece che la Ototop). A quei due Tribunali anche gli illeciti amministravi connessi per le due società.

Il sostituto procuratore Salvatore Ferraro ritiene anche che quelle cinghie siano state realizzate con materiale tessile di scarsa consistenza e robustezza, con capacità di carico di 40 kg, inferiore del 60% rispetto alle indicazioni sulla confezione (100 kg). E il carico (cioè la canoa) sarebbe stata persa proprio a causa della pessima qualità delle cinghie marca Saife.

In attesa che vengano definiti i profili risarcitori (la pratica assicurativa è comunque in fase avanzata), il giudice ha aggiornato a ottobre la prima udienza di discussione.

Pierluigi Sposato

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