IL visitatore apostolico per gli ucraini A GROSSETO
Divina liturgia, rito bizantino concelebrato a San Giuseppe
GROSSETO. La Giornata mondiale del migrante ha avuto per la Diocesi di Grosseto un momento particolarmente significativo: l’accoglienza del vescovo Dionisio Lachovicz, visitatore apostolico per i...
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GROSSETO. La Giornata mondiale del migrante ha avuto per la Diocesi di Grosseto un momento particolarmente significativo: l’accoglienza del vescovo Dionisio Lachovicz, visitatore apostolico per i fedeli ucraini in Italia. Il presule è arrivato a Grosseto per incontrare i fedeli ucraini greco cattolici di rito bizantino, che vivono sul territorio maremmano.
Nella chiesa di San Giuseppe, a Grosseto, monsignor Lachovicz ha presieduto la Divina liturgia, concelebrata dal vescovo Rodolfo Cetoloni, da don Vitaliy Perih, da circa un anno a Grosseto come cappellano per la cura spirituale degli ucraini greco cattolici, da don Fabio Bertelli, parroco di san Giuseppe, da don Gian Paolo Marchetti, rettore del Seminario di Grosseto, da don Claudio Piccinini, direttore dell’ufficio missionario e migrantes della Diocesi di Grosseto, da don Marco Gentile, responsabile dell’ufficio liturgico, e da don Vladimiro Voloshyn, coordinatore nazionale dei preti ucraini in Italia e cappellano degli ucraini a Firenze.
Lachovicz ha ringraziato il vescovo Rodolfo e i sacerdoti della diocesi che hanno preso parte alla Divina liturgia «come segno di amicizia e di comunione ecclesiale e di testimonianza della cattolicità nel senso più autentico della unità nella diversità».
Dal canto suo, il vescovo Rodolfo, oltre a ringraziare il vescovo Dionisio «per il regalo che ci avete fatto oggi, celebrando la Divina Liturgia con cui abbiamo sperimentato di essere immersi nel mistero», ha ringraziato del servizio di don Vitaliy, «che ci ha aiutati di più a prendere coscienza della presenza così numerosa della comunità ucraina nella nostra terra. Chiediamo scusa nel non aver avuto tutta la giusta attenzione dei fratelli che erano giunti tra noi». Monsignor Cetoloni ha voluto riservare, infine, un particolare ringraziamento alle donne ucraine «per la cura con cui avete pensato e pensate a tante nostre persone anziane. Forse non abbiamo avuto quella attenzione che meritavate giungendo tra noi e lasciando il vostro Paese e le vostre famiglie, però siete state testimoni di tanta fede e anche questo è un servizio che avete reso alla nostra realtà e alla nostra comunità cattolica».
La giornata si è conclusa con la cena a base di piatti tipici della tradizione ucraina, preparati dalle donne della comunità ucraina.
Nella chiesa di San Giuseppe, a Grosseto, monsignor Lachovicz ha presieduto la Divina liturgia, concelebrata dal vescovo Rodolfo Cetoloni, da don Vitaliy Perih, da circa un anno a Grosseto come cappellano per la cura spirituale degli ucraini greco cattolici, da don Fabio Bertelli, parroco di san Giuseppe, da don Gian Paolo Marchetti, rettore del Seminario di Grosseto, da don Claudio Piccinini, direttore dell’ufficio missionario e migrantes della Diocesi di Grosseto, da don Marco Gentile, responsabile dell’ufficio liturgico, e da don Vladimiro Voloshyn, coordinatore nazionale dei preti ucraini in Italia e cappellano degli ucraini a Firenze.
Lachovicz ha ringraziato il vescovo Rodolfo e i sacerdoti della diocesi che hanno preso parte alla Divina liturgia «come segno di amicizia e di comunione ecclesiale e di testimonianza della cattolicità nel senso più autentico della unità nella diversità».
Dal canto suo, il vescovo Rodolfo, oltre a ringraziare il vescovo Dionisio «per il regalo che ci avete fatto oggi, celebrando la Divina Liturgia con cui abbiamo sperimentato di essere immersi nel mistero», ha ringraziato del servizio di don Vitaliy, «che ci ha aiutati di più a prendere coscienza della presenza così numerosa della comunità ucraina nella nostra terra. Chiediamo scusa nel non aver avuto tutta la giusta attenzione dei fratelli che erano giunti tra noi». Monsignor Cetoloni ha voluto riservare, infine, un particolare ringraziamento alle donne ucraine «per la cura con cui avete pensato e pensate a tante nostre persone anziane. Forse non abbiamo avuto quella attenzione che meritavate giungendo tra noi e lasciando il vostro Paese e le vostre famiglie, però siete state testimoni di tanta fede e anche questo è un servizio che avete reso alla nostra realtà e alla nostra comunità cattolica».
La giornata si è conclusa con la cena a base di piatti tipici della tradizione ucraina, preparati dalle donne della comunità ucraina.
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