Il Tirreno

Grosseto

Venticinque anni in difesa dei valori e della Costituzione

di Enrico Pizzi
Venticinque anni in difesa dei valori e della Costituzione

L’Isgrec taglia il traguardo con il rinnovo dei vertici Verzichelli: «Dobbiamo monitorare i cambiamenti»

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GROSSETO. Compie 25 anni il prossimo 2 giugno l’Isgrec, l’Istituto storico grossetano della resistenza e dell’età contemporanea.

Un appuntamento importante, l’occasione per tracciare un bilancio e rilanciarne l’azione tenendo sempre ben presente che è il faro della Costituzione e dei suoi valori, radicati nell’antifascismo e nella Resistenza, a illuminare sia il lavoro di recupero rigoroso della memoria storica sia di analisi e lettura dei fenomeni sociali ed economici contemporanei. «L’Isgrec – dice il presidente, Luca Verzichelli – ha lavorato molto bene nel tenere assieme il tessuto migliore di questa città e posso dirlo perché parlo del lavoro fatto da altri prima di me che sono arrivato appena due anni fa». Oggi, però, in questa fase storica «complessa e anche preoccupante», compito dell’Isgrec è anche quello «riconnettere le parti di questa società – dice ancora – quindi le generazioni, perché la popolazione invecchia e i più giovani rischiano di perdere non solo la memoria storica, ma anche quell’attaccamento a quei valori, come quelli della nostra Costituzione, che sono la missione centrale dell’Isgrec».

Verzichelli pensa, poi, anche alla necessità di ricostruire un civismo che si va rarefacendo. «Occorre dice – riconnettere anche i singoli cittadini attraverso strumenti partecipativi: il civismo si costruisce anche attraverso una serie di eventi, che non sono solo quelli classici, ma anche attraverso la presenza sui social, fatta in maniera intelligente, culturalmente spendibile, senza urlare, divulgando sapere certificato e conoscenze scientifiche». Non ultima, poi, la necessità di «riconnettere il territorio, un territorio vastissimo, poco popolato, tanto bello quanto complesso anche dal punto di vista delle culture che vi sono presenti». L’Isgrec non fa politica, nel senso che non rappresenta una parte politica. Tra i suoi fondatori ha anche il Comune di Grosseto, oggi guidato da un centrodestra tra i cui esponenti non manca chi, senza problemi, si definisce “fascista”. Un fatto apparentemente normale, di fronte al quale, però, l’Isgrec non resta indifferente. «Ci aspettiamo – dice Verzichelli – una reazione da tutte le istituzioni, da tutti quelli che giurano sulla Costituzione, perché non è accettabile. Noi abbiamo il compito di formare, nel nome dei valori costituzionali, abbiamo il compito di monitorare la politica, senza dare troppa importanza ai soggetti che, anche per protagonismo, si definiscono fascisti di chissà quale secolo. Noi continuiamo a lavorare, non con loro, ma con quelle generazioni, quei gruppi sociali, quelle persone che forse ci possono dire perché questi fenomeni, per quanto minoritari, rappresentano comunque un pericolo, e quindo vanno guardati con attenzione affinché i nostri giovani, invece di perdere la strada, magari inseguendo fenomeni che sono anche di moda, ritrovino unità nel pluralismo che contraddistingue la politica democratica repubblicana».

L’Istituto ha anche rinnovato i propri vertici. A fianco del presidente Verzichelli ci sono il vicepresidente, Lio Scheggi, la coordinatrice del comitato scientifico, Luciana Rocchi, il coordinatore delle attività culturali e organizzative, Loriano Valentini, un consiglio direttivo formato da Flavio Agresti (Anpi), Laura Benedettelli, Valerio Entani (Comune di Grosseto), Riccardo Lucetti, Lorenzo Pezzella, Paolo Passaniti e Elena Vellati. Il Comitato scientifico vede, oltre a Luciana Rocchi, Enrico Acciai, Carlo Bardini, Giovanni Contini Bonacossi, Simone Duranti, Vinzia Fiorino, Valeria Galimi, Elisa Giomi, Enrico Miletto, Giacomo Pacini, Rossano Pazzagli, Stefano Vitali. Coordina la segreteria e il centro documentazione Donna Barbara Solari.

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