Il presidio
«Festival Resistente rinuncia al patrocinio? Era l’ora che facesse un atto di coraggio»
«Il Festival Resistente rinuncia al patrocinio del Comune: era ora che facessero un atto di coraggio, o per meglio dire, smettessero di creare mancati guadagni al Comune e ai cittadini». Così la...
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«Il Festival Resistente rinuncia al patrocinio del Comune: era ora che facessero un atto di coraggio, o per meglio dire, smettessero di creare mancati guadagni al Comune e ai cittadini». Così la pensa CasaPound Italia Grosseto, partito neofascista, a proposito della decisione dei promotori del Festival di rinunciare alla coorganizzazione del Comune di Grosseto perché – hanno spiegato – il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna non ha mai preso pubblicamente posizione contro le esternazioni filofasciste di alcuni consiglieri di maggioranza. Tra i quali, appunto, quelli di CasaPound. «Sono vent’anni che il Festival gode dell’uso gratuito del Cassero – si legge nella nota – Il patrocinio concesso dal Comune fa risparmiare all’associazione organizzatrice Arci la cifra di 10mila euro circa, più una serie di mancati guadagni sull’affissione, circolazione gratuita senza limiti di orari in zona Ztl, energia elettrica e personale a supporto, potenziamento della raccolta rifiuti, sfalcio dell’erba dei prati del Cassero e altri servizi». CasaPound invita «i cittadini di Grosseto a trovare altre associazioni alle quali in questi anni sia stato riservato lo stesso trattamento, e sia stata concessa la possibilità di un così grande risparmio economico. Ciò nonostante, sia il sindaco che i partiti non si sono mai opposti nel continuare a garantire il patrocinio, e questo proprio affinché venisse garantita quella istituzionalità che da sempre contraddistingue questa maggioranza. È facile immaginare, se fosse stata CasaPound a chiedere un patrocinio di 10mila euro alla passata amministrazione, quale sarebbe stata la risposta. Proprio per questo non capiamo il clamore che gli organizzatori vogliono suscitare attorno a questa vicenda. Forse, consapevoli degli scarsi risultati conseguiti dalla loro kermesse in questi anni, provano a farsi un po’di pubblicità, o meglio ancora provano a far ricadere la colpa sull’amministrazione nel caso in cui la manifestazione quest’anno non venisse svolta. Noi di CasaPound crediamo che la libertà di espressione debba essere garantita a tutti, cosi come cita l’art. 21 della nostra Costituzione. Proprio per questo auspichiamo agli organizzatori che la loro festa si svolga senza problemi come tutti gli anni passati».
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