Agente si tolse la vita, rubata la sua auto
di Ivana Agostini
La macchina sparisce dal deposito e scatta la denuncia. I carabinieri avviano le indagini e la ritrovano abbandonata
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ORBETELLO. Dal deposito delle auto poste sotto sequestro è stata rubata l’auto dell’agente municipale di Orbetello che è si è tolto la vita il 30 ottobre scorso. Il furto è avvenuto lungo la statale Aurelia, al chilometro 142 + 800 all’interno del deposito giudiziario. La denuncia è stata sporta ai carabinieri che hanno avviato le indagini, ritrovando dopo non molto il veicolo abbandonato.
L’episodio risale alla notte tra mercoledì e giovedì, quando i malviventi si sono introdotti all’interno della proprietà rompendo il lucchetto che chiude il cancello di ingresso. Se siano arrivati o meno con l’intenzione di rubare proprio quella macchina o se l’episodio sia casuale non è dato sapere. Fatto sta che a sparire è stata l’Alfa Mito nera, in cui un agente della polizia municipale originario di Empoli si era tolto la vita sparandosi.
Di certo, fra tutte le auto, questa si distingueva perché in perfetto stato di conservazione, dal momento che non era stata coinvolta in alcun incidente stradale ma aveva visto consumarsi il drammatico gesto dentro l’abitacolo. Un’auto perfettamente funzionante insomma; e forse proprio questo aspetto ha attirato le attenzioni dei ladri. Il danno è stato quantificato in circa 15mila euro. Un furto che ha scatenato ancora più sconforto e amarezza su una vicenda che ha profondamente colpito l’intera comunità lagunare.
Il gesto dell’agente aveva tra l’altro seguito - a distanza di poche ore - quello di un altro dipendente comunale che si era tolto anch’egli la vita sparandosi all’interno della sua auto in un parcheggio di Orbetello intorno alle 18, 30 del 29 ottobre. Due morti avvenute nello stesso modo a distanza di poche ore l’una dall’altra. Nessuno dei due dipendenti aveva lasciato un biglietto che spiegasse il gesto. Due destini si erano incrociati sia per le modalità della morte sia per il fatto che le vittime erano entrambe dipendenti del Comune di Orbetello, anche se in due settori diversi. Nei giorni successivi alle due tragedie sono state formulate, da parte dei cittadini orbetellani sconvolti dall’avvenimento, molte ipotesi su presunti collegamenti, in realtà mai verificati e confermati.
A distanza di mesi, l’episodio dell’agente torna ora sotto i riflettori per la sparizione di quest’auto dal deposito nel quale era custodita e “blindata” da lucchetti che serravano l’ingresso. Alla scomparsa prematura di un uomo di 35 anni e alla disperazione della famiglia che ha già dovuto fare i conti con un avvenimento devastante, si è sommato ieri anche il “giallo” dell’auto rubata e poi ritrovata non molto distante.
Il furto era stato denunciato dal titolare del deposito ai carabinieri che si sono occupati delle indagini, e che hanno rintracciato in poco tempo il veicolo. Restano ancora da chiarire i contorni dell’episodio e i responsabili.
L’episodio risale alla notte tra mercoledì e giovedì, quando i malviventi si sono introdotti all’interno della proprietà rompendo il lucchetto che chiude il cancello di ingresso. Se siano arrivati o meno con l’intenzione di rubare proprio quella macchina o se l’episodio sia casuale non è dato sapere. Fatto sta che a sparire è stata l’Alfa Mito nera, in cui un agente della polizia municipale originario di Empoli si era tolto la vita sparandosi.
Di certo, fra tutte le auto, questa si distingueva perché in perfetto stato di conservazione, dal momento che non era stata coinvolta in alcun incidente stradale ma aveva visto consumarsi il drammatico gesto dentro l’abitacolo. Un’auto perfettamente funzionante insomma; e forse proprio questo aspetto ha attirato le attenzioni dei ladri. Il danno è stato quantificato in circa 15mila euro. Un furto che ha scatenato ancora più sconforto e amarezza su una vicenda che ha profondamente colpito l’intera comunità lagunare.
Il gesto dell’agente aveva tra l’altro seguito - a distanza di poche ore - quello di un altro dipendente comunale che si era tolto anch’egli la vita sparandosi all’interno della sua auto in un parcheggio di Orbetello intorno alle 18, 30 del 29 ottobre. Due morti avvenute nello stesso modo a distanza di poche ore l’una dall’altra. Nessuno dei due dipendenti aveva lasciato un biglietto che spiegasse il gesto. Due destini si erano incrociati sia per le modalità della morte sia per il fatto che le vittime erano entrambe dipendenti del Comune di Orbetello, anche se in due settori diversi. Nei giorni successivi alle due tragedie sono state formulate, da parte dei cittadini orbetellani sconvolti dall’avvenimento, molte ipotesi su presunti collegamenti, in realtà mai verificati e confermati.
A distanza di mesi, l’episodio dell’agente torna ora sotto i riflettori per la sparizione di quest’auto dal deposito nel quale era custodita e “blindata” da lucchetti che serravano l’ingresso. Alla scomparsa prematura di un uomo di 35 anni e alla disperazione della famiglia che ha già dovuto fare i conti con un avvenimento devastante, si è sommato ieri anche il “giallo” dell’auto rubata e poi ritrovata non molto distante.
Il furto era stato denunciato dal titolare del deposito ai carabinieri che si sono occupati delle indagini, e che hanno rintracciato in poco tempo il veicolo. Restano ancora da chiarire i contorni dell’episodio e i responsabili.
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