Il Tirreno

Grosseto

Polo industriale al buio dopo la notte di fulmini

di Giulia Sili
Polo industriale al buio dopo la notte di fulmini

Blackout per Solmine, Tioxide (qui il danno più grave) e Scarlino Energia Non tutti gli impianti hanno potuto riprendere a funzionare dal mattino

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SCARLINO. Quella tra martedì e mercoledì è stata una notte di tuoni e fulmini per la piana di Scarlino: il temporale che si è abbattuto su tutta la costa si è accanito in modo particolare sulla zona industriale scarlinese che ha subito un lungo blackout.

Uno dei tanti fulmini che sono caduti durante la notte ha infatti colpito la linea elettrica dell’alta tensione a circa 1 chilometro di distanza dagli impianti della Solmine, della Tioxide e di Scarlino Energia che sono così rimasti al buio. «L’Enel ha un sistema di protezione che toglie tensione a tutte le utenze ed ha tolto corrente a tutto il polo industriale – ha spiegato Gabriele Pazzagli, direttore tecnico dello stabilimento Solmine – il fulmine ha causato il guasto e sono servite molte ore per tornare a regime».

L’evento si è verificato tra la mezzanotte e l’una dopodiché l’Enel ha dato di nuovo tensione permettendo agli stabilimenti di gestire i propri impianti con la corrente elettrica che fornisce la rete nazionale. Ogni volta che gli impianti si fermano è però un problema tornare a regime. Tanto che ieri pomeriggio la Tioxide non aveva ancora potuto riavviare l’impianto. «Quando avviene un blackout – spiega Pazzagli – i problemi sono tutti per rimettere in marcia gli impianti, perché quando si fermano per un’ora si raffreddano e si rende necessario sostituire alcune guarnizioni».

Per quanto riguarda la Solmine il problema è stato risolto durante la notte e la mattina seguente gli impianti hanno ripreso a funzionare. La Tioxide invece ha subito un danno più serio che ha richiesto numerose ore per essere risolto: all’interno della fabbrica esiste infatti una stazione di riduzione della tensione che ha subito un guasto. Per questo motivo ieri la rete elettrica è mancata all’interno dell’intero impianto e questo ha significato anche un’assenza di acqua corrente per il mancato funzionamento delle autoclavi. In sostituzione sono stati utilizzati dei gruppi elettrogeni e la ripartenza è stata graduale. La scarica ha infatti creato una sovratensione che ha determinato la rottura di un cosiddetto “scaricatore di sovratensione”.

L’evento atmosferico che si è abbattuto sull’area industriale di Scarlino è stato di notevole intensità: «Lavoro alla Solmine dal 2003 – ha detto il direttore tecnico dello stabilimento – di blackout ne sono avvenuti diversi ma non ne avevo mai visto uno di tale intensità».

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