Il Tirreno

Grosseto

L’influenza stende tutti In 1100 al Pronto soccorso

di Elisabetta Giorgi
L’influenza stende tutti In 1100 al Pronto soccorso

In soli quindici giorni 679 grossetani colpiti dal virus si rivolgono al Misericordia Altre centinaia a Massa Marittima e Orbetello. Dati in crescita rispetto al 2017

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GROSSETO. Rispetto all’anno scorso i numeri salgono. Basta prendere in esame un periodo di riferimento recentissimo e leggere i dati, che sono molto indicativi. Nei 15 giorni trascorsi dal 24 dicembre al 7 gennaio 2018, circa 1100 persone si sono rivolte a tre Pronto soccorso maremmani (Grosseto, Massa Marittima e Orbetello) per l’influenza. Di queste 679 sono nel capoluogo, 146 all’ospedale massetano e 279 in quello lagunare. Cifre superiori del 7-8% rispetto al 2017. Ce ne parla Mauro Breggia, direttore dell’Area dipartimentale del Pronto soccorso dell’Asl Toscana sud est e direttore del Pronto soccorso dell’ospedale Misericordia di Grosseto.

Dottor Breggia, l’influenza sta colpendo duro: a Grosseto abbiamo raggiunto il picco?

«Quest’anno l’influenza ha raggiunto l’acme (ed è in corso) prima degli anni precedenti. In passato tendeva a iniziare a fine anno e raggiungeva l’acme più avanti; ora l’apice è stato raggiunto a metà dicembre. Dalle feste di Natale abbiamo avuto incrementi significativi. E senza timore di essere smentiti possiamo dire che a Grosseto, ma la stessa cosa è verificata a Massa marittima e Orbetello, c’è una costante: ogni giorno – in media – si registra un 20-25% di accessi in più rispetto all’andamento normale di quel giorno...».

Ovvero?

«Se guardiamo al 24 dicembre, su 233 accessi generali per i motivi più vari al pronto soccorso, 65 sono legati all’influenza, cioè un 27,9%. A Massa Marittima, sempre il 24 dicembre si contano 5 accessi collegabili all’influenza rispetto ai 24 generali, con una percentuale del 20,83%. Poi ci sono dati inferiori, per esempio il 5 gennaio a Grosseto 199 accessi generali e 34 per l’influenza. Facendo una media, ecco il +20-25% che le dicevo..».

Numeri alti?

«Beh sì, direi piuttosto alti».

Chi sono le vittime del virus?

«L’anno scorso il virus prediligeva una popolazione più giovanile, quest’anno è più spostato verso una popolazione adulta, anziana, fragile. L’anziano, che dovrebbe essere il più protetto perché sottoposto alla profilassi della vaccinazione, è anche il più esposto e debole. Poi ci sono parecchi adulti, magari debilitati e fragili perché sottoposti a chemio o a patologie gravi e invalidanti. Si registrano qui complicanze anche importanti che trovano la loro genesi primaria nell’influenza e possono svilupparsi in broncolpolmoniti, insufficienze respiratorie, scompensi cardiaci e renali, spesso riunificabili in un quadro di “polipatologie”».

Rispetto all’anno scorso, i dati sono superiori o inferiori?

«Quest’anno registriamo un aumento del 7-8% di accessi al pronto soccorso per influenza».

Il virus quest’anno è più virulento?

«Aspettiamo a dirlo. Basandoci sulle evidenze in attesa di risultati ulteriori, a un primo esame il virus attuale non sembra avere una forma più aggressiva, ma ha alcune connotazioni diverse da tenere sotto controllo. Quelle che dicevo prima, quando parlavo della fascia adulta, anziana e fragile piuttosto che pediatrica, e delle complicanze...».

Il pronto soccorso è intasato?

«Noi siamo sottoposti a un durissimo lavoro, facciamo tutti i giorni briefing con il dottor Daniele Lenzi direttore dell’ospedale, con la componente infermieristica e i primari delle varie discipline chiamati al tavolo o consultati. Si danno da fare un po’ tutti, perché chiaramente il pronto soccorso se resta da solo non può far fronte.... Qua a Grosseto abbiamo una situazione che definirei di “andante mosso”: anche in questo momento, se lei viene, non troverà le sale d’attesa vuote. Le trova piene, con un intenso lavoro che produce anche una certa stanchezza negli operatori. Ovviamente non trattiamo solo questa patologia: i pazienti arrivano per gli incidenti stradali, per le cose più gravi, ma per ora stiamo tenendo. C’è un certo congestionamento ma grazie al lavoro di squadra stiamo cercando di tener il passo».

L’iperafflusso insomma c’è?

«C’è, ma è controllato».

Come lo gestite?

«Noi consigliamo di rivolgersi sempre al pronto soccorso quando la situazione lo richieda: se un paziente è anziano e respira male non ci dev’essere alcuna remora. Ma per i sintomi ordinari e in pazienti che non hanno una gravità di base, che siano giovani, adulti o anziani vaccinati senza grandi patologie, consigliamo ai pazienti di rivolgersi al medico di famiglia senza la necessità di venire al pronto soccorso. Se lo intasiamo rischiamo di sottrarre personale e tempo da destinare ad altre emergenze più gravi e importanti”.

Vuol fare un appello ai pazienti?

«Sì: quello di fare un uso maturo e consapevole del pronto soccorso che non si occupa solo di questa patologia influenzale ma di tutte le patologie salvavita che ogni giorno riservano quadri anche gravi nei quali dobbiamo impegnare tutte le risorse».

La situazione dei ricoveri?

«Dal 1° gennaio al 7 gennaio abbiamo una percentuale di ricoveri spaventosamente bassa. A fronte di 1287 accessi nel Pronto soccorso ordinario e pediatrico di Grosseto, abbiamo disposto 154 ricoveri con una percentuale dell’11,97%, bassissima: in genere è 14-15%. Ciò dimostra che è molto elevata l’azione di filtro del pronto soccorso: noi filtriamo molto gli accessi e ricoveriamo solo chi ha necessità».

Ci sono stati ricoveri legati all’influenza?

«Non ho dati, ma tra i ricoveri sicuramente una parte è riferibile alle complicanze dell’influenza, polmoniti etc».



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