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IL CASALONE
Ippodromo, 9 milioni di debiti Da Pescara un’ipotesi di salvezza
di Giovanna Mezzana
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6 dicembre: una delle corse dell'ultima giornata della stagione 2017Grosseto: il 70% del passivo è verso le banche a cui è stato presentato un piano di ristrutturazione degli impegni E potrebbe essere restaurato per essere venduto l’impianto ippico abruzzese controllato dal Casalone
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GROSSETO. Quasi 9 milioni di euro: otto milioni e 681mila euro, per la precisione. È il debito della società Ippodromo del Casalone, come appare – nero su bianco – dall’ultimo bilancio presentato, cioè quello relativo al 2016. Tra i creditori ci sono fornitori, imprese controllate e controllanti, ma – soprattutto – le banche che hanno in pancia poco meno del 70% del “passivo” che ammorba il bilancio del trotter. Nove milioni sono tanti soldi e Roma è ancora “latitante”: Alessandro Massai, amministratore unico della società Ippodromo del Casalone, è ancora in attesa di essere convocato dallo staff del sottosegretario Giuseppe Castiglione che in seno al ministero dell’Agricoltura ha in mano la delega per il settore ippico. «La mia paura – dice Massai – è che sia troppo tardi, non solo per Grosseto ma per l’intero settore dell’ippica».
Tanti debiti. Su otto milioni e 681mila euro di debito, 5 milioni e 835mila euro sono verso le banche; nel saldo dei debiti nei confronti degli istituti di credito c’è un mutuo ipotecario di 2 milioni e 730mila euro erogato da Mps Capital Service (è quanto si legge nelle note del bilancio) garantito da un’ipoteca di 6 milioni iscritta sugli immobili della società. Massai non si nasconde dietro un dito: «Lo sappiamo – conferma – E il debito verso le banche è frutto soprattutto dell’acquisto dell’ippodromo di Pescara». La società Ippodromo del Casalone, che rappresenta il segmento corse e tra i soci di maggioranza ha la Società maremmana per le corse dei cavalli, detiene il 100% della Ippoinvest – rappresentata dal gavorranese Giampiero Pieraccini – che, appunto, è proprietaria dell’Ippodromo d’Abruzzo, a San Giovanni Teatini, tra Chieti e Pescara.
Creditori affamati? «Macché». Gli istituti di credito sono dunque i primi creditori del Casalone. E questo, in teoria, getta un’ombra sul futuro dell’ippodromo grossetano, a rischio “aggressione” da parte delle banche. In pratica, invece, è tutta un’altra storia: ad immobili e terreni sterminati come lo sono quelli su cui “insiste” il Casalone oggi le banche preferiscono la liquidità che dà ossigeno al loro capitale di vigilanza sempre più corroso. «Con un piano di ristrutturazione del debito presentato, con i progetti e le lettere di interessamento per “Pescara” che abbiamo in mano noi – osserva Massai – per quale ragione le banche dovrebbero prenderselo? ».
Il piano e la chance. Tradotto: la società ha presentato, a novembre, alle banche, un piano di ristrutturazione più che quinquennale del debito, che al momento risulta ancora sotto la lente di ingrandimento degli istituti di credito: tre sono quelli coinvolti, di cui uno ha un ruolo “prevalente”. Non solo. C’è un’altra ipotesi a cui si lavora – sempre in attesa di un cenno dal Ministero – ed è quella che accarezza l’idea di un restyling dell’ippodromo d’Abruzzo finalizzato alla vendita. Se questa barca entrasse in porto, porterebbe un carico di liquidità al Casalone.
Tanti debiti. Su otto milioni e 681mila euro di debito, 5 milioni e 835mila euro sono verso le banche; nel saldo dei debiti nei confronti degli istituti di credito c’è un mutuo ipotecario di 2 milioni e 730mila euro erogato da Mps Capital Service (è quanto si legge nelle note del bilancio) garantito da un’ipoteca di 6 milioni iscritta sugli immobili della società. Massai non si nasconde dietro un dito: «Lo sappiamo – conferma – E il debito verso le banche è frutto soprattutto dell’acquisto dell’ippodromo di Pescara». La società Ippodromo del Casalone, che rappresenta il segmento corse e tra i soci di maggioranza ha la Società maremmana per le corse dei cavalli, detiene il 100% della Ippoinvest – rappresentata dal gavorranese Giampiero Pieraccini – che, appunto, è proprietaria dell’Ippodromo d’Abruzzo, a San Giovanni Teatini, tra Chieti e Pescara.
Creditori affamati? «Macché». Gli istituti di credito sono dunque i primi creditori del Casalone. E questo, in teoria, getta un’ombra sul futuro dell’ippodromo grossetano, a rischio “aggressione” da parte delle banche. In pratica, invece, è tutta un’altra storia: ad immobili e terreni sterminati come lo sono quelli su cui “insiste” il Casalone oggi le banche preferiscono la liquidità che dà ossigeno al loro capitale di vigilanza sempre più corroso. «Con un piano di ristrutturazione del debito presentato, con i progetti e le lettere di interessamento per “Pescara” che abbiamo in mano noi – osserva Massai – per quale ragione le banche dovrebbero prenderselo? ».
Il piano e la chance. Tradotto: la società ha presentato, a novembre, alle banche, un piano di ristrutturazione più che quinquennale del debito, che al momento risulta ancora sotto la lente di ingrandimento degli istituti di credito: tre sono quelli coinvolti, di cui uno ha un ruolo “prevalente”. Non solo. C’è un’altra ipotesi a cui si lavora – sempre in attesa di un cenno dal Ministero – ed è quella che accarezza l’idea di un restyling dell’ippodromo d’Abruzzo finalizzato alla vendita. Se questa barca entrasse in porto, porterebbe un carico di liquidità al Casalone.
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