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Siccità, stato di crisi fino a marzo
Il livello degli invasi e delle falde non è risalito, la Regione prolunga l’emergenza
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GROSSETO . Il governatore della Toscana Enrico Rossi ha ulteriormente prorogato lo stato di crisi idrica fino al 31 marzo. Si tratta di un’emergenza regionale, con le maggiori ripercussioni proprio in Maremma.
Il decreto, del settore protezione civile, è stato firmato il 27 dicembre e pubblicato nei giorni scorsi sul Burt, il bollettino regionale. Sarà dunque esteso ai primi tre mesi del 2018 il “Piano straordinario degli interventi sull’emergenza idrica e idro-potabile 2017”.
Il provvedimento nasce a seguito di relazioni e disposizione degli esperti. «Persiste ancora – si legge nel decreto – l’emergenza idrica iniziata nel corso dell’estate, in quanto i livelli degli invasi e delle falde non sono risaliti (salvo alcune aree), come auspicabile, con le precipitazioni del periodo settembre-novembre 2017. La disponibilità totale delle risorse idriche dei principali invasi della Toscana sono in leggero miglioramento, ma siamo soltanto al 45 per cento del volume totale accumulabile».
Riguardo al rifornimento idropotabile, la Regione Toscana evidenzia che la crisi risulta superata, nel confronto con l’estate, ma ci sono ancora diverse eccezioni, vale a dire territori in cui risulta necessaria l’integrazione con autobotti nei serbatoi.
Il riempimento con le autobotti, a dicembre, ha fatto registrare una diminuzione rispetto al mese precedente, ma in assenza di precipitazioni significative nelle prossime settimane i razionamenti potrebbero presto di nuovo coinvolgere decine di sistemi idrici in tutta la regione.
Il comprensorio grossetano è tra quelli più colpiti dal problema. Le maggiori criticità nei bacini non connessi al sistema dell’Amiata, ma al perdurare della siccità potrebbero entrare in crisi anche alcuni sistemi interconnessi con le sorgenti del Fiora, cioè i punti più distanti come Follonica, Massa Marittima e alcune zone costiere. Ecco perché, proprio in relazione all’andamento climatico «sarà utile – conclude il decreto firmato da Enrico Rossi – mantenere la pratica dei prelievi straordinari, attivati con la dichiarazione di emergenza idropotabile, fino a primavera. Non solo. Nel perdurare di scarse o normali precipitazioni, potrebbe risultare opportuno non interromperli per tutto il 2018».
Gabriele Baldanzi
Il decreto, del settore protezione civile, è stato firmato il 27 dicembre e pubblicato nei giorni scorsi sul Burt, il bollettino regionale. Sarà dunque esteso ai primi tre mesi del 2018 il “Piano straordinario degli interventi sull’emergenza idrica e idro-potabile 2017”.
Il provvedimento nasce a seguito di relazioni e disposizione degli esperti. «Persiste ancora – si legge nel decreto – l’emergenza idrica iniziata nel corso dell’estate, in quanto i livelli degli invasi e delle falde non sono risaliti (salvo alcune aree), come auspicabile, con le precipitazioni del periodo settembre-novembre 2017. La disponibilità totale delle risorse idriche dei principali invasi della Toscana sono in leggero miglioramento, ma siamo soltanto al 45 per cento del volume totale accumulabile».
Riguardo al rifornimento idropotabile, la Regione Toscana evidenzia che la crisi risulta superata, nel confronto con l’estate, ma ci sono ancora diverse eccezioni, vale a dire territori in cui risulta necessaria l’integrazione con autobotti nei serbatoi.
Il riempimento con le autobotti, a dicembre, ha fatto registrare una diminuzione rispetto al mese precedente, ma in assenza di precipitazioni significative nelle prossime settimane i razionamenti potrebbero presto di nuovo coinvolgere decine di sistemi idrici in tutta la regione.
Il comprensorio grossetano è tra quelli più colpiti dal problema. Le maggiori criticità nei bacini non connessi al sistema dell’Amiata, ma al perdurare della siccità potrebbero entrare in crisi anche alcuni sistemi interconnessi con le sorgenti del Fiora, cioè i punti più distanti come Follonica, Massa Marittima e alcune zone costiere. Ecco perché, proprio in relazione all’andamento climatico «sarà utile – conclude il decreto firmato da Enrico Rossi – mantenere la pratica dei prelievi straordinari, attivati con la dichiarazione di emergenza idropotabile, fino a primavera. Non solo. Nel perdurare di scarse o normali precipitazioni, potrebbe risultare opportuno non interromperli per tutto il 2018».
Gabriele Baldanzi
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