Il Tirreno

Grosseto

castel del piano 

Azienda fallita, l’amarezza del titolare

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CASTEL DEL PIANO. «Così qualcuno comincia a scoprire le carte e a vedere cosa si nasconde dietro i comportamenti di certi magistrati che dovrebbero tutelare il cittadino e invece…”.

Mario Monaci di Castel del Piano torna per l’ennesima volta sulla sua storia che, dice, «mi porterò fino alla tomba e che mi spinge a agire per far sì che la verità venga a galla. Io sono una vittima della giustizia italiana».

Monaci gira il coltello nella piaga dopo che in questi giorni è esploso il caso di Francesco Bellomo, il giudice del Consiglio di Stato finito sotto accusa perla sua dopo le denunce di alcune allieve del suo corso in magistratura per presunte minacce e pressioni.

«Io da decenni cerco di documentare il marcio che c’è dietro ai fallimenti e ai magistrati che li trattano, ma nessuno mi ascolta o mi risponde», dice Monaci che, tuttavia, non ha nulla a che fare con il caso Bellomo.

L’imprenditore di Castel del Piano, classe 1941, aveva una ditta, la Confezioni mall, che fu dichiarata fallita nel 1990. Per quel fallimento ha citatogiudice e banche, senza riuscire mai a vedere portata avanti la sua pratica. Si è appellato a magistrati, politici, commercialisti, avvocati, addirittura al Presidente della Repubblica e al Papa. «A nulla sono valsi esposti, querele e denunce» racconta, ancora turbato a distanza di 25 anni dal fallimento. «La pratica nessuno la tocca. I faldoni dentro i quali è sintetizzata la mia storia dice Monaci – sono pieni di polvere. Mai, in tutti questi anni, sono stato chiamato da alcuno per chiarire qualcosa delle denunce fatte. Possibile non ci sia magistrato a cui viene in mente di alzare quella polvere?».



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