Rifiuti selvaggi, contestate 50 violazioni
di Andrea Capitani
Argentario: sporcizia abbandonata, incivili scoperti grazie a “etichette”. Ecco il bilancio degli ispettori ambientali
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MONTE ARGENTARIO. Ispettori ambientali, sono cinquanta le trasgressioni rilevate nel 2017. Le figure incaricate da Sei Toscana - due sono gli agenti che operano nel Comune di Monte Argentario, al costo di 17.600 euro per le casse dell’ente - per tutto l’anno hanno effettuato controlli periodici sul territorio, rilevando diverse infrazioni.
Le contravvenzioni per i trasgressori, come da regolamento, prevedono un costo che va da un minimo di 50 euro a un massimo di 500, a seconda del reato ambientale commesso, anche se sul promontorio i verbali si aggirano sui 100 euro in media l’uno.
Il tutto per dare un monito ai cittadini: rispettare le regole e, soprattutto, l’ambiente.
I motivi delle multe sono più o meno sempre gli stessi: abbandono dei rifiuti ai cassonetti, con i responsabili individuati grazie all’eventuale presenza di etichette con nomi e indirizzi, oppure perché colti in flagranza mentre gli avventori gettavano la spazzatura in maniera errata, quindi fuori orario (quello permesso è dalle 19,30 alle 8 di mattina) oppure all’esterno dei cassonetti.
Ma c’è stato anche chi non ha rispettato le aree in cui si effettua la raccolta differenziata, gettando la spazzatura nei cassonetti invece di fare il porta a porta.
«Noi abbiamo sempre tolleranza - dice l’assessore all’ambiente Walter Capitani - , ma se si butta la spazzatura alle 11 di mattina quando c’è un’ordinanza diversa, vuol dire che i sacchetti restano poi tutto il giorno nel cassonetto, creando puzza e contenitori che strabordano. Le multe che sono state fatte non sono così elevate come importo, servono soprattutto a far imparare la lezione e a capire come ci si deve comportare, per rispettare l’ambiente e avere paesi più puliti».
Il lavoro degli ispettori ambientali durerà per altri due mesi, dopodiché potrebbe essere sostituito da qualcosa di più tecnologico.
«L’idea - dice l’assessore - è quella di piazzare degli occhi elettronici per rilevare le infrazioni che, se si potrà, saranno sotto il controllo della polizia municipale. Ma anche sacchetti con microchip e stazioni ecologiche con apertura tramite tessera magnetica. Se la gente non capisce come ci si comporta bisogna fare le sanzioni, si tratta di educazione ambientale e basta. Alla fine dell’anno vorrei fare zero multe - conclude Capitani - bisogna solo che le persone siano più coscienti di quello che fanno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Le contravvenzioni per i trasgressori, come da regolamento, prevedono un costo che va da un minimo di 50 euro a un massimo di 500, a seconda del reato ambientale commesso, anche se sul promontorio i verbali si aggirano sui 100 euro in media l’uno.
Il tutto per dare un monito ai cittadini: rispettare le regole e, soprattutto, l’ambiente.
I motivi delle multe sono più o meno sempre gli stessi: abbandono dei rifiuti ai cassonetti, con i responsabili individuati grazie all’eventuale presenza di etichette con nomi e indirizzi, oppure perché colti in flagranza mentre gli avventori gettavano la spazzatura in maniera errata, quindi fuori orario (quello permesso è dalle 19,30 alle 8 di mattina) oppure all’esterno dei cassonetti.
Ma c’è stato anche chi non ha rispettato le aree in cui si effettua la raccolta differenziata, gettando la spazzatura nei cassonetti invece di fare il porta a porta.
«Noi abbiamo sempre tolleranza - dice l’assessore all’ambiente Walter Capitani - , ma se si butta la spazzatura alle 11 di mattina quando c’è un’ordinanza diversa, vuol dire che i sacchetti restano poi tutto il giorno nel cassonetto, creando puzza e contenitori che strabordano. Le multe che sono state fatte non sono così elevate come importo, servono soprattutto a far imparare la lezione e a capire come ci si deve comportare, per rispettare l’ambiente e avere paesi più puliti».
Il lavoro degli ispettori ambientali durerà per altri due mesi, dopodiché potrebbe essere sostituito da qualcosa di più tecnologico.
«L’idea - dice l’assessore - è quella di piazzare degli occhi elettronici per rilevare le infrazioni che, se si potrà, saranno sotto il controllo della polizia municipale. Ma anche sacchetti con microchip e stazioni ecologiche con apertura tramite tessera magnetica. Se la gente non capisce come ci si comporta bisogna fare le sanzioni, si tratta di educazione ambientale e basta. Alla fine dell’anno vorrei fare zero multe - conclude Capitani - bisogna solo che le persone siano più coscienti di quello che fanno».
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