Appello per la scuola chiusa «Il sindaco fissi un incontro»
di GIulia Sili
Scarlino, la Media trasferirà gli alunni allo Scalo e l’ex primo cittadino Bizzarri si rivolge a Stella «Convoca quanto prima un’assemblea pubblica e ascolta chi paga il prezzo più alto: i cittadini»
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SCARLINO. Un appello lanciato tramite il proprio profilo Facebook: l’ex primo cittadino Maurizio Bizzarri torna sull’argomento della chiusura della scuola media del capoluogo per fare delle richieste al sindaco Marcello Stella e, soprattutto, per dare dei consigli.
Della questione Bizzarri aveva già lungamente parlato durante l’assemblea pubblica indetta dall’amministrazione comunale per presentare il progetto della nuova scuola di via Citerni. La scuola media del capoluogo a settembre trasferirà i suoi alunni allo Scalo e a Scarlino rimarranno le scuole elementari che si sposteranno nell’attuale sede delle medie.
Il tutto tra forti proteste dei commercianti scarlinesi che tra le colazioni degli alunni e i pranzi dei professori riuscivano a sbarcare l’inverno. «Come ho avuto modo di dire intervenendo a Scarlino Scalo nella riunione del 19 dicembre all’Auser, certe questioni che riguardano scelte strategiche e temi sensibili per la popolazione, i buoni amministratori dovrebbero trattarle con delicatezza e non proiettando una slide buttata là all’ultimo tuffo – scrive Bizzarri – In una sala stracolma di gente ci vogliono diplomazia e capacità di ascolto che invece sono mancate in quell’occasione, quando esponenti di spicco della giunta si sono posti in maniera poco consona verso i presenti».
L’assemblea si era in effetti svolta in un clima di tensione tra mamme preoccupate per il futuro scolastico dei propri figli e cittadini arrabbiati per la scomparsa dei servizi nel capoluogo. Per rimediare alla situazione Bizzarri chiede quindi a Stella di indire un nuovo incontro. «Il cliente ha sempre ragione dice un vecchio adagio – continua Bizzarri – e il cittadino è il primo cliente di un amministratore pubblico eletto – Ti chiedo con forza di convocare un’imminente assemblea pubblica sullo stesso tema. Questa volta però sarà necessario e imprescindibile che tale appuntamento si tenga in sala consiliare per dare ascolto e soddisfazione a chi pagherà il prezzo più alto della riorganizzazione dei plessi scolastici nel nostro Comune, cioè gli abitanti del Capoluogo».
Bizzarri poi scende sul personale con il primo cittadino. «Conoscendoti so che stai vivendo questa scelta con profondo disagio e rammarico, ma non è girando alla larga dal problema che potrai evitare l’ostacolo – scrive – Ti rammento quando da sindaco nel 2011, appoggiai la Pro Loco contro la volontà delle Contrade che non volevano fare la Festa del 19; ebbene in quell’occasione, affrontai e ascoltai i paesani in un’assemblea con oltre duecento presenze in piazza del mercato a due giorni dalla festa. Prendi esempio non dare retta a chi ti consiglia di non farlo, convoca al più presto una riunione a Scarlino, almeno comunque vada, avrai la coscienza a posto e l’onore delle armi» conclude Bizzarri in tono paternalistico.
Della questione Bizzarri aveva già lungamente parlato durante l’assemblea pubblica indetta dall’amministrazione comunale per presentare il progetto della nuova scuola di via Citerni. La scuola media del capoluogo a settembre trasferirà i suoi alunni allo Scalo e a Scarlino rimarranno le scuole elementari che si sposteranno nell’attuale sede delle medie.
Il tutto tra forti proteste dei commercianti scarlinesi che tra le colazioni degli alunni e i pranzi dei professori riuscivano a sbarcare l’inverno. «Come ho avuto modo di dire intervenendo a Scarlino Scalo nella riunione del 19 dicembre all’Auser, certe questioni che riguardano scelte strategiche e temi sensibili per la popolazione, i buoni amministratori dovrebbero trattarle con delicatezza e non proiettando una slide buttata là all’ultimo tuffo – scrive Bizzarri – In una sala stracolma di gente ci vogliono diplomazia e capacità di ascolto che invece sono mancate in quell’occasione, quando esponenti di spicco della giunta si sono posti in maniera poco consona verso i presenti».
L’assemblea si era in effetti svolta in un clima di tensione tra mamme preoccupate per il futuro scolastico dei propri figli e cittadini arrabbiati per la scomparsa dei servizi nel capoluogo. Per rimediare alla situazione Bizzarri chiede quindi a Stella di indire un nuovo incontro. «Il cliente ha sempre ragione dice un vecchio adagio – continua Bizzarri – e il cittadino è il primo cliente di un amministratore pubblico eletto – Ti chiedo con forza di convocare un’imminente assemblea pubblica sullo stesso tema. Questa volta però sarà necessario e imprescindibile che tale appuntamento si tenga in sala consiliare per dare ascolto e soddisfazione a chi pagherà il prezzo più alto della riorganizzazione dei plessi scolastici nel nostro Comune, cioè gli abitanti del Capoluogo».
Bizzarri poi scende sul personale con il primo cittadino. «Conoscendoti so che stai vivendo questa scelta con profondo disagio e rammarico, ma non è girando alla larga dal problema che potrai evitare l’ostacolo – scrive – Ti rammento quando da sindaco nel 2011, appoggiai la Pro Loco contro la volontà delle Contrade che non volevano fare la Festa del 19; ebbene in quell’occasione, affrontai e ascoltai i paesani in un’assemblea con oltre duecento presenze in piazza del mercato a due giorni dalla festa. Prendi esempio non dare retta a chi ti consiglia di non farlo, convoca al più presto una riunione a Scarlino, almeno comunque vada, avrai la coscienza a posto e l’onore delle armi» conclude Bizzarri in tono paternalistico.
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