Traditi dal navigatore finiscono nel fango
di Elisabetta Giorgi
La disavventura di due giovani pratesi che dovevano far ritorno a casa. L’intervento dei vigili del fuoco dura 4 ore
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CINIGIANO. Impostano il navigatore in direzione “Prato” ma con l’auto si ritrovano impantanati nel fango, per 4 ore in una stradina di campagna, al buio. Succede la sera del 1° giorno dell’anno in Maremma vicino a Cinigiano, dove due amici 25enni di Prato restano beffati dalle bizzarrie del satellite che li porta (anziché nel percorso più breve per tornare a casa) fuori strada.
L’auto si ritrova in un viottolo in pendenza e tutto pieno di melma (ha piovuto), dove l’auto parzialmente affonda e gli pneumatici hanno scavato un solco. Impossibile rimettersi in carreggiata e non resta che chiamare i soccorsi. Arrivano i vigili del fuoco, che con la campagnola e un mezzo pesante riescono a trainare la macchina fuori dal fango. Nessun pericolo per i due amici, usciti sani e salvi dal veicolo, ma il recupero si rivela più complicato del previsto per le condizioni melmose della strada. Intervento concluso a notte fonda, intorno alle 1, con buona pace dei due che finalmente possono far rientro a casa.
L’allarme risale alle 20, 30 di lunedì. «Aiutateci». Una squadra dei vigili del fuoco del comando provinciale di Grosseto è chiamata e parte per Cinigiano. La destinazione è una stradina di campagna, buia e infradiciata dalla pioggia. Una zona desolata; nei dintorni c’è un agriturismo. I vigili intercettano l’auto, una Peugeot 205 intrappolata con le ruote nel fango e che a forza di spingere per uscire si è scavata da sola una piccola buca. «Dovevamo tornare a Prato», raccontano i due che nel frattempo erano usciti dall’abitacolo. I pompieri sono giunti fin lì con l’Aps (autopompa serbatoio) che però si rivela inadeguato. La strada è ancora melmosa e anche il mezzo di soccorso pesante rischia di affondare. Per cui i vigili devono ripiegare su una campagnola, senz’altro più agevole e che aggancia la Peugeot con la corda, pian piano trainandola via. Tutto finisce per il meglio ma la pioggia crea diversi problemi e prolunga l’intervento per diverse ore.
Non è la prima volta che un automobilista è fuorviato dallo strumento, anzi: si ricordano altri casi (saliti alla ribalta delle cronache) di traiettorie liberamente “rivisitate” (o interpretate) dal satellite che negli anni – in varie zone d’Italia – ha portato fuori strada i malcapitati. Una comitiva bolognese finita dentro un fiume nel 2011; turisti abruzzesi che scelgono il percorso più breve e finiscono in un fosso, e altri casi più o meno imputabili allo strumento, a un errore di digitazione, piuttosto che a una mappa non aggiornata.
L’auto si ritrova in un viottolo in pendenza e tutto pieno di melma (ha piovuto), dove l’auto parzialmente affonda e gli pneumatici hanno scavato un solco. Impossibile rimettersi in carreggiata e non resta che chiamare i soccorsi. Arrivano i vigili del fuoco, che con la campagnola e un mezzo pesante riescono a trainare la macchina fuori dal fango. Nessun pericolo per i due amici, usciti sani e salvi dal veicolo, ma il recupero si rivela più complicato del previsto per le condizioni melmose della strada. Intervento concluso a notte fonda, intorno alle 1, con buona pace dei due che finalmente possono far rientro a casa.
L’allarme risale alle 20, 30 di lunedì. «Aiutateci». Una squadra dei vigili del fuoco del comando provinciale di Grosseto è chiamata e parte per Cinigiano. La destinazione è una stradina di campagna, buia e infradiciata dalla pioggia. Una zona desolata; nei dintorni c’è un agriturismo. I vigili intercettano l’auto, una Peugeot 205 intrappolata con le ruote nel fango e che a forza di spingere per uscire si è scavata da sola una piccola buca. «Dovevamo tornare a Prato», raccontano i due che nel frattempo erano usciti dall’abitacolo. I pompieri sono giunti fin lì con l’Aps (autopompa serbatoio) che però si rivela inadeguato. La strada è ancora melmosa e anche il mezzo di soccorso pesante rischia di affondare. Per cui i vigili devono ripiegare su una campagnola, senz’altro più agevole e che aggancia la Peugeot con la corda, pian piano trainandola via. Tutto finisce per il meglio ma la pioggia crea diversi problemi e prolunga l’intervento per diverse ore.
Non è la prima volta che un automobilista è fuorviato dallo strumento, anzi: si ricordano altri casi (saliti alla ribalta delle cronache) di traiettorie liberamente “rivisitate” (o interpretate) dal satellite che negli anni – in varie zone d’Italia – ha portato fuori strada i malcapitati. Una comitiva bolognese finita dentro un fiume nel 2011; turisti abruzzesi che scelgono il percorso più breve e finiscono in un fosso, e altri casi più o meno imputabili allo strumento, a un errore di digitazione, piuttosto che a una mappa non aggiornata.
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