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Basta padrini a caso Il vescovo ordina «Saranno i catechisti»
di Francesca Ferri
Sempre più difficile trovare cristiani in regola coi sacramenti Ecco la nuova linea della Curia di Pitigliano per i cresimandi
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PITIGLIANO. Basta con i padrini e le madrine scelti a caso, in base a criteri di amicizia o giusto per farsi una foto. D’ora in poi ad accompagnare i cresimandi ci saranno i catechisti. Insomma, cristiani di provata fede e competenza.
Così ha deciso nelle scorse settimane il vescovo della diocesi di Pitigliano, Sovana e Orbetello Giovanni Roncari, annunciando la novità nel settimanale della Diocesi “Toscana Oggi”.
La comunicazione è stata poi via via annunciata ai fedeli dai rispettivi parroci durante la messa, e molti l’hanno scoperta durante la messa di Natale, quando più alta è l’affluenza alle cerimonie religiose.
La piccola rivoluzione coinvolge una settantina di parrocchie sparse nel vasto territorio della diocesi che si stende dalle valli dell’Albegna e del Fiora alla costa, con l’Argentario e le isole del Giglio e di Giannutri, e abbraccia il versante meridionale del monte Amiata, inglobando parrocchie anche nel comune senese di Piancastagnaio.
Ma cosa ha portato a questa decisione? «Nella cresima il compito del padrino e della madrina è quello di aiutare i genitori nell’educare i ragazzi nella fede e di essere garanti perché i ragazzi continuino anche dopo a frequentare la chiesa», spiega don Mariano Landin, direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali della diocesi.
«Purtroppo oggi il padrino e la madrina hanno perso il loro compito di garantire la fede del cresimando – spiega ancora don Mariano –. Oggi il padrino è uno degli amici scelto per fare la foto».
Inoltre, al padrino sono chiesti il battesimo, la comunione e la cresima e, se è sposato, il matrimonio in chiesa, cosa non scontata tra tante coppie che – al giorno d’oggi – decidono, invece, semplicemente di convivere o di sposarsi solo in Comune con rito civile. Oppure sono divorziati.
La difficoltà nel trovare cristiani “doc” mette i parroci nella scomoda posizione di dover comunicare che la persona scelta non può svolgere quel ruolo e da qui si creano spiacevoli situazioni. «Anche per venire incontro ai parroci, il vescovo ha dunque preso la decisione di far fare da padrini e madrine i catechisti», spiega don Mariano.
Insomma, un provvedimento dettato da un’analisi realistica della società e che punta, allo stesso tempo, a prevenire futuri allontanamenti di chi, una volta ricevuta la cresima, rischia di perdere il contatto con la parrocchia.
La nuova regola, del resto, non è esattamente una novità. Da anni i vescovi che lo reputano necessario – ma anche i parroci hanno questa prerogativa – possono stabilire chi debba ricoprire il ruolo di padrino e madrina.
«Circa quindici anni fa – rammenta don Mariano – ricordo che il vescovo di Locri stabilì questa stessa regola». In quel caso si voleva spezzare il legame tra la figura del padrino e l’appartenenza alla mafia, alla ’ndrangheta o alla camorra. E poiché padrini e madrine non possono essere aboliti, dato che sono previsti dal diritto canonico, si scelse di affidare questo ruolo ai catechisti.
Problemi meno gravi hanno spinto la Curia pitiglianese a stoppare la libera scelta di padrini e madrine per la cresima.
Ma come verrà applicata la nuova linea dettata dal vescovo? «Sarà una cosa progressiva – conclude don Mariano – all’inizio un invito e poi via via diventerà la regola».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Così ha deciso nelle scorse settimane il vescovo della diocesi di Pitigliano, Sovana e Orbetello Giovanni Roncari, annunciando la novità nel settimanale della Diocesi “Toscana Oggi”.
La comunicazione è stata poi via via annunciata ai fedeli dai rispettivi parroci durante la messa, e molti l’hanno scoperta durante la messa di Natale, quando più alta è l’affluenza alle cerimonie religiose.
La piccola rivoluzione coinvolge una settantina di parrocchie sparse nel vasto territorio della diocesi che si stende dalle valli dell’Albegna e del Fiora alla costa, con l’Argentario e le isole del Giglio e di Giannutri, e abbraccia il versante meridionale del monte Amiata, inglobando parrocchie anche nel comune senese di Piancastagnaio.
Ma cosa ha portato a questa decisione? «Nella cresima il compito del padrino e della madrina è quello di aiutare i genitori nell’educare i ragazzi nella fede e di essere garanti perché i ragazzi continuino anche dopo a frequentare la chiesa», spiega don Mariano Landin, direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali della diocesi.
«Purtroppo oggi il padrino e la madrina hanno perso il loro compito di garantire la fede del cresimando – spiega ancora don Mariano –. Oggi il padrino è uno degli amici scelto per fare la foto».
Inoltre, al padrino sono chiesti il battesimo, la comunione e la cresima e, se è sposato, il matrimonio in chiesa, cosa non scontata tra tante coppie che – al giorno d’oggi – decidono, invece, semplicemente di convivere o di sposarsi solo in Comune con rito civile. Oppure sono divorziati.
La difficoltà nel trovare cristiani “doc” mette i parroci nella scomoda posizione di dover comunicare che la persona scelta non può svolgere quel ruolo e da qui si creano spiacevoli situazioni. «Anche per venire incontro ai parroci, il vescovo ha dunque preso la decisione di far fare da padrini e madrine i catechisti», spiega don Mariano.
Insomma, un provvedimento dettato da un’analisi realistica della società e che punta, allo stesso tempo, a prevenire futuri allontanamenti di chi, una volta ricevuta la cresima, rischia di perdere il contatto con la parrocchia.
La nuova regola, del resto, non è esattamente una novità. Da anni i vescovi che lo reputano necessario – ma anche i parroci hanno questa prerogativa – possono stabilire chi debba ricoprire il ruolo di padrino e madrina.
«Circa quindici anni fa – rammenta don Mariano – ricordo che il vescovo di Locri stabilì questa stessa regola». In quel caso si voleva spezzare il legame tra la figura del padrino e l’appartenenza alla mafia, alla ’ndrangheta o alla camorra. E poiché padrini e madrine non possono essere aboliti, dato che sono previsti dal diritto canonico, si scelse di affidare questo ruolo ai catechisti.
Problemi meno gravi hanno spinto la Curia pitiglianese a stoppare la libera scelta di padrini e madrine per la cresima.
Ma come verrà applicata la nuova linea dettata dal vescovo? «Sarà una cosa progressiva – conclude don Mariano – all’inizio un invito e poi via via diventerà la regola».
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