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Scarlino Energia tira dritto Avanzata la richiesta di Via

SCARLINO. Mentre continuano ad arrivare giudizi e nuovi ricorsi, la Scarlino Energia un mese fa ha depositato in Regione un’ulteriore richiesta per l’avvio dell’impianto. Nonostante la sentenza del...

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SCARLINO. Mentre continuano ad arrivare giudizi e nuovi ricorsi, la Scarlino Energia un mese fa ha depositato in Regione un’ulteriore richiesta per l’avvio dell’impianto.

Nonostante la sentenza del Consiglio di Stato del gennaio 2015 che annullava l’autorizzazione data dalla Provincia di Grosseto del 2012.

Nonostante la conferma della stessa da parte della Cassazione e nonostante la sentenza del Tar dell’estate scorsa nella quale il tribunale amministrativo ha ammesso che all’autorizzazione, rilasciata dalla Regione a fine 2015, mancava un’adeguata indagine epidemiologica e ambientale, sentenza impugnata dai Comuni di Follonica e Scarlino al Consiglio di Stato nella parte respinta, dove si parlava dell’inadeguatezza dell’impianto.

Nonostante tutto questo, la Scarlino Energia ritenta la carta dell’autorizzazione.

E se fino a qualche anno fa era la Provincia a doversi occupare dei vari permessi utili a far partire l’impianto (in funzione solo da gennaio 2013 a maggio 2014, quando venne chiuso per uno sforamento nell’emissione di diossine), oggi, così come nel 2015, è la Regione Toscana che deve dare il consenso all’attività dell’inceneritore.

Quindi ancora una volta la responsabilità dell’avvio dell’impianto di Scarlino dipende da un ente pubblico, ente pubblico che dovrà decidere se tenere conto o meno di tutti i giudizi espressi dai vari tribunali negli ultimi anni.

Di base, in ogni sentenza è stato ripetuto che non è stato mai fatto un controllo preciso e puntuale sulla salute della popolazione e sulle condizioni ambientali dei territori vicini alla Piana di Scarlino, sede d’impianto.

Intanto i comitati sono al lavoro per ripresentare nuovamente alla Regione Toscana le loro valutazioni sull’impianto e il sindaco di Follonica nell’ultima dichiarazione sull’argomento a seguito dell’annuncio dell’ennesimo ricorso al Consiglio di Stato, ha fatto un appello all’ente regionale per ottenere sostegno e impegno istituzionale nell’attivazione del sistema unitario di controllo dell’inquinamento ambientale nella zona interessata. A fine gennaio molto probabilmente ci sarà la conferenza dei servizi che valuterà la richiesta e le documentazioni contrarie al rilascio. E sarà in quella sede che probabilmente verrà presa una decisione sulla riapertura o meno dell’impianto che dava lavoro a una sessantina di dipendenti. (p.v.)

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