Il Tirreno

Grosseto

Un rombo di motori per salutare Lucio

di Francesca Gori
Un rombo di motori per salutare Lucio

Sasso d’Ombrone, gli amici motociclisti lo hanno accolto davanti alla chiesa: il feretro portato in corteo per le vie del borgo

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SASSO D’OMBRONE. La chiesa di Sasso d’Ombrone non è riuscita a contenere tutte le persone che ieri pomeriggio hanno voluto salutare Lucio Monaci, il quarantatreenne che il giorno della vigilia di Natale aveva deciso di vestirsi da elfo, saltare sulla sella della sua moto e raggiungere il castello di Porrona per portare i regali ai bambini. Lucio a quell’appuntamento non c’è arrivato ma ieri a Sasso d’Ombrone i suoi amici centauri non hanno mancato il loro: due ali di moto si sono aperte all’arrivo del carro funebre con il feretro dell’uomo.

In prima fila c’era suo fratello gemello sulla sua sedia a rotelle, rimasto paralizzato circa vent’anni dopo essere rimasto vittima di un incidente insieme a un amico. L’abbraccio di tutti i centauri che conoscevano Lucio è stato quel rombo di moto, quella sgassata sul sagrato della chiesa che ieri era piena di dolore più che di gente.

Lucio lavorava come piastrellista e aveva una passione davvero bella per la sua moto. Ieri il tributo dei centauri ha sottolineato quel legame che nemmeno la morte è capace di scalfire. Anche il sindaco ha voluto esprimere il proprio cordoglio alla famiglia dell’uomo. «Sono giorni di angoscia e tristezza per la comunità di Sasso d’Ombrone che è rimasta sconvolta, la vigilia del Natale, dal tragico incidente stradale in cui ha perso la vita il nostro giovane concittadino Lucio Monaci - dice la sindaca di Cinigiano Romina Sani - Quando una vita viene spezzata, così all’improvviso, non riusciamo a trovare una spiegazione, non ci diamo pace. Ci interroghiamo sull’esistenza umana, ci domandiamo se esista un destino ben preciso, in questo caso molto crudele, o se tutto dipenda solo da una tragica casualità. Difficile trovare le parole per esprimere il dolore dei familiari, degli amici motociclisti e dell’intera comunità, in cui Lucio viveva e aveva tante persone che lo stimavano e gli volevano bene. Era un uomo conosciuto e apprezzato da tutti. Alla famiglia esprimo la vicinanza di tutta l’amministrazione comunale di Cinigiano. Ciao Lucio!».

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