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Tabaccaia aggredita reagisce e trascina fuori il malvivente

Tabaccaia aggredita reagisce e trascina fuori il malvivente

GROSSETO. Il secondo colpo di ieri – sempre in via Matteotti, con una presunta pistola in tasca – è avvenuto alla tabaccheria al civico 13. Anche qui ora di pranzo, ora di chiusura. E le titolari...

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GROSSETO. Il secondo colpo di ieri – sempre in via Matteotti, con una presunta pistola in tasca – è avvenuto alla tabaccheria al civico 13.

Anche qui ora di pranzo, ora di chiusura. E le titolari sono due donne: Donatella Rossi e Catia Siveri. È probabile che questo episodio sia avvenuto prima dell’altro. Donatella era sola in negozio. «Stavo preparando la chiusura – racconta – quando è entrato un tipo». Accento straniero. «Non so se fosse “ubriaco” o “fatto”, comunque non mi pareva sobrio. Mi ha chiesto se facevo fotocopie. Ha preso due biglietti di Natale e ha guardato verso le slot, forse per capire se ci fosse qualcuno. Gli ho chiesto: vuoi fare fotocopie? Lui ha risposto “sì”, si è frugato in tasca e ha estratto due fogli. Io ho cominciato a fare fotocopie, ma lui si è avvicinato a me e mi ha detto: “Ho una pistola in tasca. Vai giù in fondo al negozio”. Credo che volesse rincantucciarmi in un angolo, forse per andare a rubare la cassa». Ma a quel punto la donna ha reagito. «Ho preso il ladro per la giacca e l’ho trascinato fuori. Mi sono messa a gridare per attirare l’attenzione dei passanti. «Aiuto, mi vuole rapinare. Ho gridato con tutta la voce che avevo. Sono anche soprano della Corale. La cosa amara è che la gente non si è degnata di aiutarmi». Una volta fuori per strada, e vedendosela brutta, il tipo ha provato a fare la vittima. «Cosa vuoi da me – le ha detto – Ti ho dato anche 10 euro». La donna allora l’ha riportato dentro, ha ripreso i 10 euro, glieli ha ridati e l’ha ritrascinato fuori. Lui è scappato. Paura? «Io non so se lui avesse davvero una pistola, ma ho avuto la sensazione che fosse una bugia. Ho agito di impulso, portandolo fuori. Pian piano, certo la tensione è salita e ho ancora i brividi per quello che è successo». Resta l’amarezza di chi non l’ha aiutata mentre lei urlava. «Solo una ragazza, carina, ha attraversato la strada, mi ha raggiunta ed è stata tutto il tempo con me. La ringrazio. “Non ti lascio sola”, mi ha detto. Ma degli altri, nessuno». (el.gi.)

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