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J’accuse del Forum ad Arpat e Regione: "Chi doveva controllare non l'ha fatto"

Francesca Ferri
La sede grossetana dell'Arpat
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La sede grossetana dell'Arpat

Gli ambientalisti fanno appello a Rossi: «Sull'impianto di Scarlino faccia un gesto di buon senso»

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SCARLINO. È durissimo l’attacco che il Forum ambientalista lancia agli enti pubblici chiamati a vigilare sull’inceneritore di Scarlino. «Le risposte che hanno dato sono offensive» dice Roberto Barocci.

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È dal 2014 che il Forum ambientalista denuncia che, secondo i suoi calcoli fatti su documenti forniti dalla società, i forni dell’inceneritore non avevano le caratteristiche necessarie a garantire la permanenza dei fumi per almeno due secondi a 850 gradi per abbattere le diossine.

«Nel 2015 – ricorda Barocci – la Regione Toscana approva l’autorizzazione all’impianto e, nel contributo istruttorio finale inoltrato alla conferenza dei servizi decisoria sulla Via del 9 settembre di quell’anno dalla Direzione ambiente ed energia, afferma che sono applicate le migliori tecnologie».

Quanto all’operato dell’Arpat, sempre nel 2015 «nel contributo istruttorio a firma del responsabile Arpat di Grosseto, al tempo Giancarlo Sbrilli – dice ancora Barocci – si risponde alle osservazioni dei cittadini che «in base ai dati costruttivi dichiarati dal gestore il tempo di permanenza minimo di 2 secondi viene rispettato anche nelle condizioni più cautelative». Stando a questi documenti, pubblicati nel Supplemento al Bollettino ufficiale della Regione Toscana 43 del 28 ottobre 2015, «l’Arpat – dice Barocci – autorizza sulla base dei dati dichiarati dal gestore senza compiere alcuna verifica. E non volendo verificare le reali condizioni, rimanda ai dati presentati dalla società e presenta una sezione di un altro forno, un impianto americano». Insomma, conclude Barocci, «i forni della Scarlino energia non hanno i dati costruttivi conformi alla legge e gli enti pubblici di controllo non hanno verificato correttamente i dati costruttivi forniti dal gestore». L’Arpat, contattato ieri dal Tirreno, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

«È la quarta volta che la giustizia amministrativa ci dà ragione – dice Rossana Lombardi del Forum ambientalista –. Ma fino a quando le scelte politiche, come quelle portate avanti dalla Regione rappresentata da Enrico Rossi, continueranno a perseguire le logiche del profitto e del mercato, ai cittadini verrà sempre chiesto di pagare il conto più alto. Pertanto ci aspettiamo da Rossi non un gesto “rivoluzionario” ma di buon senso, nell’ottica del ruolo che ricopre e nel rispetto della Costituzione». (f.f.)


 

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