Italia
Matteoli: nessun segno di frenata, forse un malore fatale - Video
Grosseto: sopralluogo sull’Aurelia dove è morto l’ex ministro Matteoli. Svelato il "mistero" del lampeggiante
AGGIORNAMENTO: ECCO L'ESITO DELL'AUTOPSIA
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CAPALBIO. «Aiuto, ci viene addosso». Sono queste le parole che Sandra Ligia, 47 anni, ha gridato al marito Giulio Gravi, 50 anni, quando ha visto la Bmw 530 tagliare le quattro corsie dell’Aurelia nella loro direzione. Sulla berlina di grossa cilindrata viaggiava l’ex ministro ed ex sindaco di Orbetello Altero Matteoli, morto nell'incidente. Nella giornata di mercoledì 20, sul corpo del presidente della commissione Infrastrutture e Trasporti sarà effettuata l’autopsia: la Procura di Grosseto ha incaricato l’equipe medico legale dell’istituto senese, per capire se il parlamentare sia stato o meno colpito da un malore mentre era sull’Aurelia, all’altezza di Giardino, poco distante da Capalbio. Sull’asfalto gli uomini della polizia stradale non hanno trovato segni di frenata.
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La Nissan Qashqai sulla quale viaggiava la coppia di Roma era quasi ferma: la velocità stimata alla quale viaggiava la loro auto prima dell’impatto sarebbe stata intorno ai 70 chilometri orari. Ma quando il cinquantenne che era al volante ha visto la Bmw andargli incontro ha rallentato fino quasi a fermarsi. Ha stretto forte il volante tra le mani: l’auto di Matteoli però gli è finita addosso, scaraventando il suv sopra il guard rail. La velocità alla quale invece viaggiava l’ex sindaco di Orbetello sarà stabilita probabilmente con precisione grazie al computer di bordo della sua Bmw che sarà analizzato dal perito nei prossimi giorni. Ma anche Matteoli, su quel tratto di strada, non stava tenendo una velocità troppo elevata: l’ipotesi più probabile resta quindi quella del malore. Matteoli probabilmente ha soltanto sterzato verso sinistra, senza staccare il piede dall’acceleratore e senza poter frenare, forse dopo aver perso i sensi.
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Intanto la Procura di Grosseto ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e l’unico nome iscritto nel registro degli indagati è quello dell’uomo che era al volante del Suv. Un atto dovuto che permetterà anche alla coppia di nominare un proprio perito, nel caso in cui lo ritenessero necessario, per partecipare a tutti gli accertamenti disposti dal sostituto procuratore Maria Navarro sulla base dei rilievi effettuati dalla polizia stradale.
Altero Matteoli, lunedì stava viaggiando lungo l’Aurelia per partecipare, in serata, a una cena con il gruppo regionale di Forza Italia a Lucca. Lì lo avrebbe dovuto raggiungere anche il coordinatore regionale del partito Stefano Mugnai, che la famiglia di Matteoli ha nominato come avvocato.
Quando è scattato l’allarme, il senatore di Forza Italia era ancora vivo. I sanitari del 118 per venti minuti hanno cercato di rianimarlo. Le sue condizioni erano però gravissime e il suo cuore si è fermato proprio su quel tratto di Aurelia che era diventata il simbolo della sua carriera politica. Aveva acquistato quella Bmw da appena cinque giorni e si sarebbe fermato a Cecina, a casa sua, prima di ripartire per Lucca. Non ce l’ha fatta: il suo cuore si è fermato proprio sulla strada per la quale aveva lottato una vita.
I passeggeri del suv invece, sono fuori pericolo. Il cinquantenne che era al volante, dopo l’incidente, è stato portato all’ospedale di Grosseto con una gamba rotta, mentre sua moglie è ancora ricoverata alle Scotte di Siena: nell’urto ha riportato un trauma toracico. A salvare loro la vita sono state le cinture di sicurezza.
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È un cuscino spinale (nella foto), di quelli utilizzati dai sanitari del 118, l’oggetto "misterioso" finito sul tettino dell’auto dell’ex ministro Altero Matteoli che da tanti era stato scambiato per un lampeggiante, scatenando le polemiche. Dubbio risolto grazie alla segnalazione di un lettore, Luca Corsale, che poi abbiamo verificato. Sul tettino dell’auto distrutta, infatti, era stato appoggiato quello strumento utilizzato durante i soccorsi.
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