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Addio al progettista Franzi, con lui Eurovinil decollò
Le sue idee e la sua mano consentirono all’azienda di diventare una vera industria. Era nato in Svizzera nel 1920.
GROSSETO. È morto il 15 dicembre, all’età di 97 anni, Armando Franzi, uno degli artefici dei successi di Eurovinil nel periodo d’oro degli anni Sessanta-Settanta. Con le sue qualità professionali, culturali e umane contribuì in maniera determinante a trasformare l’assetto e la mentalità dell’azienda, fino ad allora di impronta artigianale, in un’industria moderna con una visibilità internazionale.
Aveva 43 anni quando l’ingegner Franco Giachi gli propose il ruolo di progettista capo in Eurovinil. A lui, che era un disegnatore e non sapeva nulla di plastica e della sua lavorazione. Per Eurovinil fu la svolta, l’inizio del decollo. Ne divenne la mente creativa. Nato a Solothurn, nella Svizzera tedesca, da padre lombardo e madre friulana, lassù emigrati, approdò in Maremma nel 1946 dopo mille traversie legate alla guerra, culminate con la tragica ritirata in terra di Russia e la prigionia in Germania. Franzi aveva studiato italiano a Milano, lavorando nel frattempo in un’officina della Fiat come operaio. Più tardi l’interesse per il disegno lo portò a frequentare un corso all’Alfa Romeo, dove poi venne assunto come disegnatore meccanico. Era studente a una scuola serale per periti meccanici quando fu chiamato alle armi per il servizio di leva. La data è importante: marzo del 1940. La guerra se la fece tutta con la divisione Ravenna, sul fronte russo.
«Viaggiammo otto giorni e otto notti in tradotta – raccontava a Mauro Bartolini nel libro sulla storia dell’Eurovinil – 4000 km per attraversare Austria, Germania, Polonia, Bielorussia, Ucraina, poi altri 900 km di marcia a piedi. Più volte scampai alla cattura e sopravvissi alle insidie del freddo, prima del rientro in Italia, nel 1943». Impiegato al Consorzio di bonifica Osa-Albegna per diciassette anni, nel 1963 fu assunto all’Eurovinil, dove sarebbe rimasto per altri ventiquattro anni, stimato e benvoluto dalla direzione e dalle maestranze. Disegnatore eccelso, la sua mano impresse da subito una svolta allo stile del design dei personaggi gonfiabili, che aveva risentito fino ad allora l’influenza della produzione giapponese. Dal 1963 ai primi anni Settanta furono realizzati, con produzioni di decine di migliaia di pezzi, praticamente tutti i personaggi dei fumetti e dei cortometraggi della Walt Disney. L’azienda riscosse per questo un grande apprezzamento a livello nazionale ed europeo tanto da accreditarsi il primato di capofila del settore. Parlava e scriveva in quattro lingue ed è stato partecipe anche della vita culturale di Grosseto come membro attivo del gruppo naturalistico e archeologico.
Gli ex dipendenti Eurovinil hanno espresso, attraverso il nostro giornale, la loro vicinanza alla moglie Liliana e ai figli Renato ed Elena. I funerali si sono svolti il 16 dicembre nella chiesa dell’Addolorata, in via Papa Giovanni.
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