Il Tirreno

Grosseto

Calzature Volturno chiude i battenti dopo più di 42 anni

di Stefano Fabbroni
Calzature Volturno chiude i battenti dopo più di 42 anni

Una sfida vinta per Franca Santi e il marito Paolo Giretti Ma adesso mancano il ricambio generazionale e uno staff 

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Calzature Volturno, uno dei negozi storici di Grosseto tra via della Pace e piazza Volturno, ad inizio gennaio chiuderà definitivamente l’attività.

Era l’8 marzo 1975, una domenica, giorno in cui si celebra la festa della donna ed agli albori della primavera quando Franca Santi e suo marito Paolo Giretti decisero di mettere su un’attività in proprio: scelsero un settore, quello delle calzature, che già dagli anni ’70 vantava a Grosseto una concorrenza fatta di insegne celebri e di successo come Favilli, Camarri, Casini. Fu allora una sfida che oggi Franca, che ascoltiamo mentre sta sistemando il locale con gli ultimi arrivi prima di Natale, non esita a considerare vinta con grande felicità soprattutto perché il negozio non si trovava (e non si trova) nel centro storico cittadino dove lo “struscio” dei cittadini è sempre stato sicuramente più consistente. «La nostra soddisfazione è anche quella dei clienti – dice – che col tempo si sono sempre più affezionati ai nostri prodotti perché dovevamo e volevamo presentare loro qualcosa di diverso da quanto proposto fino ad allora da altri negozianti. E fino ad oggi abbiamo cercato di specializzarci su prodotti di qualità: dalle scarpe e pantofole di uso quotidiano a quelle tecniche. E, ripeto, puntando sempre a fornire un servizio veloce e puntuale all’interessato».

La fidelizzazione, l’empatia con le persone, spesso diffidenti alle nuove aperture, sono stati elementi dominanti dell’attività che per oltre quarant’anni ha permesso a tanti grossetani di dire «mi serve una scarpa, la trovo certamente dalla signora Franca, vado», oppure «sto andando da Calzature Volturno perché lì trovo cortesia e qualità» . E di qualità ce n’è stata, con oltre ottanta marche da far provare ed acquistare dal signore di mezz’età al bambino anche se era la donna la destinataria principale della produzione. «Ma in generale era l’uomo ad essere stranamente più esigente. Nei nostri scaffali si trovavano marche soprattutto tedesche – continua la titolare – ma senza trascurare quelle italiane, svedesi, multietniche insomma».

Firme di richiamo ma anche di nicchia per oltre quarant’anni e mantenere questo equilibrio qualità-prezzo non è stato affatto facile. Ma la strada poteva essere diversa se Franca non avesse convinto Paolo a cambiare mestiere. “Sì – racconta sorridendo – mio marito era diplomato perito industriale e probabilmente giovanissimi ci saremmo dovuti trasferire per lavoro. Io mi opposi e allora i miei genitori, in particolare mio padre che già aveva un famoso negozio di pellicceria, ci aiutarono a mettere su questa che per noi fin dall’inizio è stata la nostra creatura».

Oggi è tutto diverso, a partire dall’espansione dei centri commerciali. «Rappresentano il futuro del commercio – puntualizza – ma il cliente vuole essere seguito, coccolato e spesso questo si ha solo nei piccoli negozi». Ma ora arriva il momento dei saluti alla città. La mancanza di un ricambio generazionale (l’unica figlia Maria Silvia ha scelto di diventare ginecologa) e di staff ha convinto Franca e Paolo che era l’ora, nel vero senso della parola, di chiudere del tutto bottega. «Ci dispiace davvero tanto – dicono – perché non c’era nessuno a cui consegnare, come è giusto dire, le chiavi del negozio. Qui lasciamo gran parte della nostra vita senza rammarico perché è stata davvero un’esperienza familiare entusiasmante».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web