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«Bonsanti estranea alle attività di Studio Verde»

«Bonsanti estranea alle attività di Studio Verde»

GROSSETO. La sua è l’arringa che chiude la serata. Ed è l’intervento più delicato perché riguarda uno degli imputati principali. Lodate la bontà dell’indagine e la condotta del processo, l’avvocato...

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GROSSETO. La sua è l’arringa che chiude la serata. Ed è l’intervento più delicato perché riguarda uno degli imputati principali. Lodate la bontà dell’indagine e la condotta del processo, l’avvocato Andrea De Cesaris (che non ha finito) però contesta sia gli effetti («partorito un topolino») e soprattutto l’individuazione come «capro espiatorio» di Simona Bonsanti (per lei la richiesta è stata di 4 anni e mezzo). «Chi è Simona Bonsanti? La moglie di Stefano Rossi. E questa è l’unica cosa certa che si può dire in questo processo», dice De Cesaris. Perché la donna sarebbe stata trascinata nell’inchiesta solo perché mandava i clienti al marito. «Non ha mai partecipato a nulla di questa presunta associazione per delinquere, nemmeno all’attività di Studio Verde». È vero che ha contattato i paramedici ma non ha partecipato alla creazione di falsi. L’ex co-imputato Gabriele Valassina, che pure secondo De Cesaris non è un esempio positivo, non parla mai di lei.

In precedenza, gli altri difensori. Memorie depositate da Alessandro Risaliti e Silvia Falconi per gli imputati Massimo Setti e Riccardo Rocchi (le richieste del pm erano state di 3 anni e 6 mesi per l’associazione e prescrizione per il resto per il primo, e di prescrizione per il secondo). L’avvocato Giovanni Di Meglio si spende per alcuni minuti per Roberta Moscarini, sostenendo che il collegio dovrebbe accogliere una richiesta di assoluzione e non quella di prescrizione invocata dal pm: perché la donna «è un ectoplasma, non esiste in questo processo».

Non c’è associazione per delinquere a giudizio dell’avvocato Riccardo Lottini, difensore di Davide Bennati, per il quale la Procura ha evidenziato l’intervento della prescrizione: e dunque il proprio assistito dovrebbe essere mandato assolto. L’assoluzione è chiesta anche dall’avvocato Luca Montemaggi per Andrea Fabbri (prescrizione): «L’incidente ci fu davvero, Fabbri è realmente danneggiato». E per Alessandro Salvini (idem), l’avvocato invita il collegio a rileggere le intercettazioni con la coimputata Bonsanti che chiamano in causa il suo assistito, perché sporadiche e non significative. Non ha svolto l’attività di segnalatore e dunque va assolto. La strada della prescrizione è indicata (come dal pm) dall’avvocata Valentina Chech che rappresenta le posizioni di Rossano Marra, Angelo Tasciotti, Michele Dell’Anno e Bogumila Misztal. Prescrizione (come il pm), ma in subordine, è la conclusione per Pasquale Macchione e Giuseppe Timpanaro, per i quali il difensore Marco De Stasio chiede in via principale l’assoluzione. Così come l’avvocato Michele Mensi, intervenuto per Halyna Kolomiyetes, estranea (l’ha scagionata la figlia) a una pratica gestita “in segreto” da Paolo Palumbo. (p.s.)



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