Accessibilità In via Galileo negozi pronti
di Francesca Ferri
Dopo il progetto di Fiaba e geometri i commercianti aspettano indicazioni sui lavori
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GROSSETO. «Questo progetto ci piace da morire e lo vogliamo fare. E se non ci aiuta nessuno a livello economico, faremo la nostra parte». Nadia Faenzi, titolare del negozio Inferno&co di via Galilei, è stata tra le prime ad aderire con entusiasmo al progetto di abbattimento delle barriere architettoniche “Adeguiamo via Galilei” nel più ampio progetto “I futuri geometri progettano l’accessibilità” promosso dal Fiaba (Fondo italiano per l’abbattimento delle barriere architettoniche). Il progetto è approdato da diversi anni anche a Grosseto su iniziativa dell’ex presidente del Collegio dei geometri Paola Borracelli con la partecipazione degli studenti dell’istituto Manetti e la collaborazione dell’assessorato al Commercio, della Fondazione Il Sole e dei commercianti.
Lo scorso anno scolastico i futuri geometri della 4ª B hanno progettato l’abbattimento degli ostacoli che si incontrano nei negozi. Coordinati dall’insegnante Lucia Corrieri, hanno misurato uno per uno i negozi appuntando misure di scalini e soglie e hanno elaborato progetti di ristrutturazione. Il logo lo ha disegnato uno dei negozianti della via, Antonio Blanchard.
Ma a che punto è il progetto? Verrà realizzato? E quando? I commercianti di via Galilei aspettano indicazioni.
«Gli studenti hanno fatto un lavoro importante – spiega Blanchard –. Noi siamo disponibili e aspettiamo che ci facciano sapere qualcosa. Nel mio caso si tratterebbe di un intervento semplice, ma ci sono altri negozi dove è più complicato».
Molti fondi hanno non solo la soglia rialzata, ma anche il piano di calpestio più basso rispetto alla soglia. Oppure dislivelli interni. Insomma, un su e giù che rende impossibile la fruizione a chi è in carrozzina.
Stefania Ferrari è la titolare del negozio Cagliostro, che, al suo interno, ha una parte rialzata. «Abbiamo già un piccolo scivolo interno ed è molto comodo», dice. La soglia d’ingresso è bassa: basterebbe davvero poco per permettere a chi è in carrozzina di entrare senza problemi, anche se il fondo è in affitto e la decisione spetta al proprietario.
I costi dei lavori, infatti, ad oggi sono a carico dei proprietari. Le associazioni di categoria, nei giorni scorsi, attraverso Il Tirreno hanno espresso il desiderio che il Comune preveda sconti sui tributi locali per chi abbatte le barriere, ma l’assessore al Commercio Riccardo Ginanneschi ha spiegato che «il Comune non può sovvenzionare la realizzazione di un’opera, seppur con finalità sociali, in un fondo privato» ricordando però che «per l’abbattimento delle barriere architettoniche sono già previsti sgravi fiscali a livello statale».
Nel progetto non sono specificati i costi. Però ci sono buone notizie. Nel progetto è coinvolta anche Banca Tema, che ha predisposto un prodotto finanziario ad hoc per garantire un prestito a condizioni agevolate.
«Io comunque sono pronta – dice Nadia di Inferno&co, che già collabora con l’associazione Tutto possibile onlus –. A volte basta un piccolo intervento per migliorare molto la vita alle persone disabili. E ringrazio Paola Borracelli per averci sensibilizzato su questo problema».
E questo è già un primo traguardo del progetto: far conoscere il problema delle barriere architettoniche. E farlo conoscere in particolare a coloro che sono – o che saranno – coinvolti nelle azioni per abbatterle.
«I professionisti, va riconosciuto, spesso non sono preparati al tema delle barriere architettoniche – spiega la geometra Borracelli –. Perciò questo progetto è importante: si sensibilizzano i progettisti di domani. E la formazione maggiore, in questo senso, si ottiene parlando con le persone disabili e ascoltando quali sono le cose da fare per semplificare loro la vita».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Lo scorso anno scolastico i futuri geometri della 4ª B hanno progettato l’abbattimento degli ostacoli che si incontrano nei negozi. Coordinati dall’insegnante Lucia Corrieri, hanno misurato uno per uno i negozi appuntando misure di scalini e soglie e hanno elaborato progetti di ristrutturazione. Il logo lo ha disegnato uno dei negozianti della via, Antonio Blanchard.
Ma a che punto è il progetto? Verrà realizzato? E quando? I commercianti di via Galilei aspettano indicazioni.
«Gli studenti hanno fatto un lavoro importante – spiega Blanchard –. Noi siamo disponibili e aspettiamo che ci facciano sapere qualcosa. Nel mio caso si tratterebbe di un intervento semplice, ma ci sono altri negozi dove è più complicato».
Molti fondi hanno non solo la soglia rialzata, ma anche il piano di calpestio più basso rispetto alla soglia. Oppure dislivelli interni. Insomma, un su e giù che rende impossibile la fruizione a chi è in carrozzina.
Stefania Ferrari è la titolare del negozio Cagliostro, che, al suo interno, ha una parte rialzata. «Abbiamo già un piccolo scivolo interno ed è molto comodo», dice. La soglia d’ingresso è bassa: basterebbe davvero poco per permettere a chi è in carrozzina di entrare senza problemi, anche se il fondo è in affitto e la decisione spetta al proprietario.
I costi dei lavori, infatti, ad oggi sono a carico dei proprietari. Le associazioni di categoria, nei giorni scorsi, attraverso Il Tirreno hanno espresso il desiderio che il Comune preveda sconti sui tributi locali per chi abbatte le barriere, ma l’assessore al Commercio Riccardo Ginanneschi ha spiegato che «il Comune non può sovvenzionare la realizzazione di un’opera, seppur con finalità sociali, in un fondo privato» ricordando però che «per l’abbattimento delle barriere architettoniche sono già previsti sgravi fiscali a livello statale».
Nel progetto non sono specificati i costi. Però ci sono buone notizie. Nel progetto è coinvolta anche Banca Tema, che ha predisposto un prodotto finanziario ad hoc per garantire un prestito a condizioni agevolate.
«Io comunque sono pronta – dice Nadia di Inferno&co, che già collabora con l’associazione Tutto possibile onlus –. A volte basta un piccolo intervento per migliorare molto la vita alle persone disabili. E ringrazio Paola Borracelli per averci sensibilizzato su questo problema».
E questo è già un primo traguardo del progetto: far conoscere il problema delle barriere architettoniche. E farlo conoscere in particolare a coloro che sono – o che saranno – coinvolti nelle azioni per abbatterle.
«I professionisti, va riconosciuto, spesso non sono preparati al tema delle barriere architettoniche – spiega la geometra Borracelli –. Perciò questo progetto è importante: si sensibilizzano i progettisti di domani. E la formazione maggiore, in questo senso, si ottiene parlando con le persone disabili e ascoltando quali sono le cose da fare per semplificare loro la vita».
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