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magliano in toscana
Reato derubricato, prosciolti dopo i lavori al casale
MAGLIANO IN TOSCANA. Non doversi procedere perché il reato contestato inizialmente è stato derubricato in contravvenzione, con estinzione per il rilascio dell’accertamento di compatibilità...
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MAGLIANO IN TOSCANA. Non doversi procedere perché il reato contestato inizialmente è stato derubricato in contravvenzione, con estinzione per il rilascio dell’accertamento di compatibilità paesaggistica.
Così il giudice Andrea Stramenga ha deciso nei confronti di Roberto Gucci, finito sotto processo in qualità di rappresentante legale della coop La Serenissima, Saimo Biliotti, in qualità di rappresentante dell’impresa edile Aidia, e Mauro Pasquali, in qualità di direttore dei lavori, tutti e tre imputati per i presunti illeciti nei lavori realizzati in un casale situato lungo la strada comunale della Marsiliana, a Magliano in Toscana (muri, rampe, recinzione e casotto; pannelli solari, finestre, spostamento di un cancello, modifica di spazi interni di balconi, realizzazione di vani tecnici e altro ancora), in zona a vincolo.
Gucci e Pasquali sono stati invece assolti da un ulteriore capo di imputazione perché il fatto non sussiste: erano imputati in questa circostanza di una falsa attestazione nella richiesta di una variante al permesso per costruire tra il 2009 e il 2010, nella quale gli elaborati presentati avrebbero descritto una situazione da realizzare quando invece i lavori sarebbero già stati conclusi.
Si è chiuso così un processo avviato nell’ottobre 2014 dopo che era stato originariamente fissato alla sezione distaccata di Orbetello. La Procura aveva citato a giudizio i tre imputati dopo aver raccolto le conclusioni della polizia municipale di Magliano in Toscana, che aveva compiuto due sopralluoghi, nel novembre del 2011, mettendo a confronto le rilevazioni con i progetti depositati in Comune. Gli atti della polizia giudiziaria sono stati analizzati nel corso del dibattimento, al quale sono stati chiamati a testimoniare anche gli agenti del comando di Magliano. La difesa (gli imputati erano difesi dagli avvocati Aldo Peronaci e Luciano Giorgi) aveva tra l’altro chiesto che venisse ascoltato un proprio consulente tecnico.
Le motivazioni alla base della sentenza saranno depositate entro tre mesi. (p.s.)
Così il giudice Andrea Stramenga ha deciso nei confronti di Roberto Gucci, finito sotto processo in qualità di rappresentante legale della coop La Serenissima, Saimo Biliotti, in qualità di rappresentante dell’impresa edile Aidia, e Mauro Pasquali, in qualità di direttore dei lavori, tutti e tre imputati per i presunti illeciti nei lavori realizzati in un casale situato lungo la strada comunale della Marsiliana, a Magliano in Toscana (muri, rampe, recinzione e casotto; pannelli solari, finestre, spostamento di un cancello, modifica di spazi interni di balconi, realizzazione di vani tecnici e altro ancora), in zona a vincolo.
Gucci e Pasquali sono stati invece assolti da un ulteriore capo di imputazione perché il fatto non sussiste: erano imputati in questa circostanza di una falsa attestazione nella richiesta di una variante al permesso per costruire tra il 2009 e il 2010, nella quale gli elaborati presentati avrebbero descritto una situazione da realizzare quando invece i lavori sarebbero già stati conclusi.
Si è chiuso così un processo avviato nell’ottobre 2014 dopo che era stato originariamente fissato alla sezione distaccata di Orbetello. La Procura aveva citato a giudizio i tre imputati dopo aver raccolto le conclusioni della polizia municipale di Magliano in Toscana, che aveva compiuto due sopralluoghi, nel novembre del 2011, mettendo a confronto le rilevazioni con i progetti depositati in Comune. Gli atti della polizia giudiziaria sono stati analizzati nel corso del dibattimento, al quale sono stati chiamati a testimoniare anche gli agenti del comando di Magliano. La difesa (gli imputati erano difesi dagli avvocati Aldo Peronaci e Luciano Giorgi) aveva tra l’altro chiesto che venisse ascoltato un proprio consulente tecnico.
Le motivazioni alla base della sentenza saranno depositate entro tre mesi. (p.s.)
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