Il Tirreno

Grosseto

Risarcimento ex Molendi «Via alla riqualificazione»

di Alfredo Faetti
Risarcimento ex Molendi «Via alla riqualificazione»

Il Comune dovrà pagare un milione e 900mila euro alla società Porta al Salnitro Poi partiranno i lavori: l’area passa nella disponibilità dell’amministrazione

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MASSA MARITTIMA. C’è da pagare il risarcimento, un milione e 900mila euro, ma una fetta sostanziosa (un milione e 200mila euro) è già stata messa da parte. Ma c’è anche da pensare a come recuperare quell’area tanto discussa, perché alla fine di una contesa lunga quasi vent’anni gli accordi prevedono che rimanga in mano all’amministrazione comunale. «Da domani potremo cominciare a pensare a progetti di riqualificazione dell’area», ha detto il sindaco di Massa Marittima Marcello Giuntini subito dopo aver stretto l’accordo con l’immobiliare Porta al Salnitro, chiudendo la vicenda ex Molendi. Ma Giuntini ha anche altro da dire, ripercorrendo questa vicenda che ha tenuto la città col fiato sospeso. La storia ora è conclusa: dopo che il Tar a novembre ha fissato il risarcimento a poco più di due milioni, Comune e immobiliare hanno trovato un accordo per 200mila euro in meno, da pagare in cinque rate annue, lasciando in mano all’ente l’area sottostante il duomo di San Cerbone. Ma non è sul finale che il sindaco vuole soffermarsi, bensì sull’inizio, quando un comitato riuscì a bloccare il progetto della Molendi grazie anche all’aiuto dell’allora ministero dei Beni Culturali, presieduto da Giovanna Melandri, che impose il vincolo paesaggistico sull’area.

«A mio avviso – commenta Giuntini – l’apposizione di quel vincolo è stata la causa scatenante di tutti i problemi sorti dopo: per farla breve le restrizioni che quel decreto ministeriale dettava hanno fatto nascere e svilupparsi per quasi venti anni il contenzioso tra le parti, sfociato nella sentenza del Tar del 2013, confermata poi nel 2014 dal Consiglio di Stato». Questa imponeva al Comune di stimare un importo risarcitorio che tenesse conto dei danni subiti dalla società a causa della mancata realizzazione del progetto; qualora la cifra offerta non fosse stata accettata dalla controparte, il Tar si sarebbe ulteriormente pronunciato con il supporto di un perito nominato dal tribunale stesso. «Pur affrontandoci nelle aule di tribunale, non abbiamo mai interrotto il filo della trattativa – precisa il sindaco – partivamo da stime molto diverse (circa 900mila euro quella del Comune, quasi quattro volte tanto quella della proprietà) ma eravamo entrambi convinti che fosse necessario mettere la parola fine alla questione: solo con la conclusione del contenzioso si sarebbe potuta avviare la riqualificazione della zona, esigenza particolarmente avvertita da tutta la comunità». Conclusione che arrivata in questi giorni, grazie all’accordo che porterà il Comune a pagare quasi due milioni di euro al privato nei prossimi cinque anni. Nello stesso arco di tempo, però, potrà prendere il via il recupero dell’area, così da scrivere l’ultimo e definitivo capitolo dell’ex Molendi.

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