Meteo
Nuovo sistema di allerta: le comunicazioni arriveranno sul cellulare
Imminenti rischio dovuti a maltempo o informazioni di pubblica utilità: il Comune acquista il sistema Informabene
GROSSETO. Anche gli abitanti di Grosseto e frazioni potranno essere personalmente avvisati dal Comune di imminenti rischi dovuti al maltempo o di eventi di pubblica utilità. L’amministrazione cittadina ha acquistato nei giorni scorsi il sistema di allerta della popolazione Informabene, della società fiorentina Aperion, che consente di comunicare in modo capillare alla popolazione allerte meteo, guasti idrici, scuole chiuse e così via.
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Le informazioni arriveranno con una telefonata al fisso, sul cellulare, per sms, email, Whatsapp o Messenger, a seconda di quale recapito il cittadino ha dato al Comune.
Il via libera all’acquisto è arrivato il 22 novembre dal servizio Protezione civile del Comune con la determina dirigenziale 2244. Il sistema di allerta costa 3.523,66 euro: 1.800 per l’installazione iniziale, 400 per caricare l’indirizzario che il Comune già possiede, 188 per il canone mensile, 2.250 per il canone annuo e 500 per la ricarica. A questi si aggiungono 4.575 euro per il servizio dal 1º gennaio al 31 dicembre 2018.
«È lo stesso sistema utilizzato dalla Regione e dalla Provincia – spiega l’assessore alla Protezione civile Fausto Turbanti – quello più economico e che, allo stesso tempo, usando canali diversi raggiunge il più alto numero di persone. E parliamo di diverse migliaia».
La necessità di un sistema di allerta della popolazione è stata discussa anche in consiglio comunale. A fine ottobre l’opposizione di centrosinistra ha presentato una mozione alla giunta perché ne acquistasse uno. Ma il consiglio ha bocciato la proposta. Nemmeno un mese dopo, il via libera all’acquisto. «Sì – dice Turbanti – la mozione fu bocciata, ma solo perché il sistema suggerito dall’opposizione era in inglese e sarebbe stato complicato per gli operatori. Comunque l’importante è che il Comune se ne sia dotato. I tecnici del Sed lo stanno mettendo a punto in questi giorni. Ovviamente speriamo di doverlo usare il meno possibile, anche se non serve solo in caso di emergenza».
Lo scuolabus si rompe? «Il sistema – spiega Turbanti – è in grado di raccogliere tutti i contatti di quella zona e avvertire le famiglie degli alunni».
Come accennato, un primo indirizzario esiste già. «Ad esempio – spiega Turbanti – i cittadini che hanno figli iscritti a scuole comunali e che hanno dato alla scuola il numero di telefono». Oppure chi ha avuto, per un motivo o per un altro, occasione di comunicare al Comune telefono o email. «Ad ogni modo – annuncia Turbanti – a breve avvieremo una campagna per informare i cittadini di questo strumento e invitarli a comunicare un recapito dove vogliono essere contattati». Turbanti ipotizza infine cinque o sei mesi per caricare tutti i dati.
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