Il Tirreno

Grosseto

L’Odissea degli studenti del Lotti In 30 a scuola con mezzi privati

di Samuele Bartolini
L’Odissea degli studenti del Lotti In 30 a scuola con mezzi privati

Bus insufficienti: da tre anni segnalano il problema ma Tiemme e Regione cadono dalle nuvole Costretti a svegliarsi ogni mattina alle sei, l’assessore Ceccarelli chiama in causa la Provincia 

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MASSA MARITTIMA. Tiemme l’ha saputo una settimana fa. La Regione casca dalle nuvole. Mentre i genitori segnalano il problema da tre anni. Qualcosa non torna nella storia da supereroi che vi stiamo per raccontare.

Trenta studenti di Cecina, San Vincenzo, Campiglia, Riotorto e Monterotondo stanno facendo i salti mortali per arrivare tutti i giorni alla stessa scuola: l’Isis Lotti di Massa Marittima. Il servizio Tiemme è insufficiente. I treni sono quello che sono. «E ora siamo proprio nei guai. Se i trasporti pubblici non ci verranno incontro, non so proprio come faremo ad arrivare alla fine dell’anno scolastico», dice Gianluca Casini di Suvereto, uno dei babbi. In effetti mandare all’Isis Lotti suo figlio Tommaso di 16 anni coi trasporti pubblici è un’impresa da supereroi. E la mission impossible vale anche per un’altra trentina di suoi coetanei.

L’odissea raccontata da babbo Gianluca parla per Tommaso e tutti i suoi compagni di scuola. «Sveglia alle 6 di mattina col pullman direzione stazione Campiglia Marittima. Tommaso sale in treno e scende a Follonica. Solo dalla cittadina nel grossetano trova il pullman che lo porta a Massa Marittima». Tempo di percorrenza: 2 ore. Una vera e propria odissea. Ma dietro l’angolo ci sono le strette coincidenze pullman-treno-pullman. Perché basta un incidente lungo la strada, un semaforo rosso sui binari e la situazione si complica. Senza contare che il ritorno a casa obbliga Tommaso a stare fermo un’ora a Campiglia per prendere il pullman direzione Suvereto. Roba da supereroi, non c’è dubbio. Ma il problema non dovrebbero essere le distanze. Alcune decine di chilometri e il tragitto casa-scuola sarebbe coperto. Il problema è la mancanza di un adeguato servizio pubblico e l’indiziato numero uno è Tiemme. Un disservizio segnalato dai consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra Tommaso Fattori e Paolo Sarti che raccontano la soluzione: «Negli ultimi tre anni i genitori si sono auto-organizzati con una linea privata facendo un percorso decente per arrivare a Massa, ma la Polizia Stradale ha riscontrato irregolarità ai loro mezzi e sono stati sospesi. Nel frattempo le famiglie si sono sentite dire dai sindaci che la questione deve essere risolta dalla Regione. È comunque inaccettabile che i cittadini debbano organizzarsi autonomamente per supplire alle carenze del servizio pubblico». Della serie: cosa ci si deve inventare al giorno d’oggi pur di mandare i figli a scuola. Ora però i genitori sono messi alle strette. Tornare al servizio pubblico? Neanche a pensarci. E allora hanno aperto un gruppo Whatsapp: ogni giorno salta fuori qualche babbo o qualche mamma che si sobbarca il viaggio in macchina andata e ritorno per l’Isis Lotti. «Ma così non si può andare avanti. È una situazione che alla lunga diventerà insostenibile», dice babbo Gianluca. Magari però i trasporti pubblici potrebbero attivarsi.

Interpellato sull’argomento, il presidente di Tiemme Massimilano Dindalini ne fa sopratutto una questione economica: «Per noi è lavoro, sono introiti in più. Ma la programmazione non spetta alla nostra azienda. Noi siamo il braccio operativo delle Province che fanno capo alla Regione». E allora risaliamo all’assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli che cade dalle nuvole: «La Regione fino ad ora non era informata della situazione e questo probabilmente perché non è la Regione il soggetto tenuto a intervenire. Le linee bus vengono definite dalle Province, quindi in questo caso sono Tiemme e la Provincia di Grosseto a dover dare risposte. Ma ora che siamo a conoscenza del problema, ci attiveremo per trovare una soluzione». Non resta che attendere.

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