Il presidio
la storia
Dagli inizi degli anni Sessanta alle speranze del Giubileo
GROSSETO . L’aeroporto di Grosseto, nato come importante struttura militare, venne aperto al traffico dell’aviazione civile nei primi anni Sessanta, legando questa scelta alle esigenze delle nascenti...
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GROSSETO . L’aeroporto di Grosseto, nato come importante struttura militare, venne aperto al traffico dell’aviazione civile nei primi anni Sessanta, legando questa scelta alle esigenze delle nascenti strutture turistiche: l’area di Punta Ala, con conseguente traffico aereo Milano-Grosseto, ma soprattutto il mercato svedese su Castiglione della Pescaia, a seguito della realizzazione del Villaggio Hotel Riva del Sole.
Gli enti locali, all’epoca, investirono nella recinzione dell’area civile e nella costruzione di un piazzale e di una aerostazione provvisoria. Negli anni tra il 1965 e il 1977 si registrò, in media, un risultato di 16. 000 passeggeri all’anno.
In seguito l’evolversi dell’economia del territorio, con particolare riferimento al comparto turistico, suggerì un salto di qualità per superare i limiti delle strutture primarie. È così che nel febbraio 1989 nacque la Seam spa per la gestione dell’aeroporto. Il masterplan aeroportuale del 1991 (firmato dall’architetto Roberto Aureli) – che prevedeva l’Ils per la navigazione notturna, il deposito carburanti e la caserma antincendio dei Vigili del Fuoco – approvato e finanziato dall’allora Civilavia oggi Enac, è rimasto su carta.
Nel frattempo via Orcagna – unica via di accesso allo scalo – è stata ornata di costruzioni, ridotta in ampiezza e lasciata senza sbocchi. Altre condizioni che hanno visto abbandonare l’interesse da parte di possibili società di gestione, prima la Gs Aviation, poi la stessa Ryanair.
Nel Duemila, anno del Giubileo, fu inaugurata la nuova aerostazione che, assistita da un ampliamento del piazzale aerei e da quello di parcheggio auto, consentirebbe un movimento complessivo fino a 100. 000 passeggeri l’anno. Numeri che non sono mai stati raggiunti, neppure sfiorati.
Il 2017 sarà l’anno della svolta? “Avevamo preso un impegno e lo stiamo mantenendo – sono le parole del viceministro Riccardo Nencini – il potenziamento dell’aeroporto di Grosseto servirà per incentivare lo sviluppo commerciale e turistico della Maremma e favorirà i collegamenti con il resto d’Italia. Una pratica ferma da anni che ora subisce un’accelerazione importante». (g. b.)
Gli enti locali, all’epoca, investirono nella recinzione dell’area civile e nella costruzione di un piazzale e di una aerostazione provvisoria. Negli anni tra il 1965 e il 1977 si registrò, in media, un risultato di 16. 000 passeggeri all’anno.
In seguito l’evolversi dell’economia del territorio, con particolare riferimento al comparto turistico, suggerì un salto di qualità per superare i limiti delle strutture primarie. È così che nel febbraio 1989 nacque la Seam spa per la gestione dell’aeroporto. Il masterplan aeroportuale del 1991 (firmato dall’architetto Roberto Aureli) – che prevedeva l’Ils per la navigazione notturna, il deposito carburanti e la caserma antincendio dei Vigili del Fuoco – approvato e finanziato dall’allora Civilavia oggi Enac, è rimasto su carta.
Nel frattempo via Orcagna – unica via di accesso allo scalo – è stata ornata di costruzioni, ridotta in ampiezza e lasciata senza sbocchi. Altre condizioni che hanno visto abbandonare l’interesse da parte di possibili società di gestione, prima la Gs Aviation, poi la stessa Ryanair.
Nel Duemila, anno del Giubileo, fu inaugurata la nuova aerostazione che, assistita da un ampliamento del piazzale aerei e da quello di parcheggio auto, consentirebbe un movimento complessivo fino a 100. 000 passeggeri l’anno. Numeri che non sono mai stati raggiunti, neppure sfiorati.
Il 2017 sarà l’anno della svolta? “Avevamo preso un impegno e lo stiamo mantenendo – sono le parole del viceministro Riccardo Nencini – il potenziamento dell’aeroporto di Grosseto servirà per incentivare lo sviluppo commerciale e turistico della Maremma e favorirà i collegamenti con il resto d’Italia. Una pratica ferma da anni che ora subisce un’accelerazione importante». (g. b.)
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