Il Tirreno

Grosseto

«L’amore vince sempre» Il saluto di babbo Leo

«L’amore vince sempre» Il saluto di babbo Leo

Marras ha preso il microfono e ha raccontato la sua bambina tra gli applausi Il discorso più difficile, poi l’abbraccio alla moglie Isa e al figlio Alessandro Niccolò

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Non se lo sarebbe aspettato nessuno. O forse, soltanto chi conosce la forza di Leonardo Marras e di sua moglie Isabella Sichi, pensava che ce la potesse fare. Ha aspettato che finisse la messa, poi è salito sull’altare. «Questo è un discorso che non so fare e che infatti non farò», ha detto. Con la bocca davanti al microfono non c’è né il capogruppo del Pd in consiglio regionale e nemmeno l’ex presidente della Provincia.

C’è un uomo di 44 anni che non stacca gli occhi da sua moglie e da suo figlio, seduti lì davanti. Che con lo sguardo, dall’altare della chiesa, accarezza la piccola bara bianca dove riposa la sua piccina. Parte ringraziando tutti, le persone che sono in chiesa, i colleghi, il presidente della Regione, le istituzioni cittadine. È un babbo con il cuore pieno solo d’amore per Maria Sole e un dolore che nessuno al mondo, tranne chi ha avuto la sorte di sopravvivere a un figlio, può provare. «Ringrazio i compagni di classe di Sole e i suoi insegnanti, così come quelli che l’hanno seguita nelle sue passioni: l’arte, la danza e il nuoto. Insieme ai suoi amici e alle amichette, sono rimasti accanto a mia figlia fino all’ultimo. Così come i nostri amici: senza di loro non ce l’avremmo fatta». Trova il modo di stappare un sorriso, babbo a Leo, a chi lo ascolta appoggiandosi alla sua forza. «Ci sono qua gli studenti di mia moglie – dice – che per venire hanno fatto forca, oggi. Il sentimento di vicinanza e di affetto che sentiamo non è da poco».

In chiesa ci sono i parenti arrivati dalla Sardegna e dal Trentino. «Oggi dovevamo partire per la Lapponia – aggiunge – per andare a trovare babbo Natale. Invece, siamo partiti per un altro viaggio. Ma ci andremo per consegnare la letterina che Maria Sole aveva scritto».

L’amore di un padre che ha perso una figlia e che chiede forza ai suoi genitori. Di un padre che diventa di nuovo figlio e che stringe forte la mano ai suoi genitori. «Un pensiero va ad Ale – dice rivolgendosi a suo figlio – perché te sei il fratello maggiore. E sei stato il punto di riferimento suo e nostro: ora faremo un percorso insieme perché Sole è sempre con noi». È un padre, Leo, ma anche un marito. «A Isa il mio ringraziamento particolare – dice – Il 24 giugno 1999 sono diventato presidente della Provincia e il 1° luglio è nata Sole. Non ci sono mai stato, allora e anche in questi mesi ho fatto sempre il mio dovere. Mia moglie si è sobbarcata tutta: ha una chiave particolare che io non ho mai avuto. Le voglio bene tanto bene».

La voce di Marras si rompe, è il momento delle parole più dolorose che non si è preparato. «L’ultimissimo ringraziamento a Maria Sole. Perché sono stati solo 8 anni e qualche mese ma abbiamo fatto cose meravigliose anche in quest’ultimo periodo. Non diceva mai una parola sgradevole ma esaltava sempre quello che di più bello c’era. Mi ha portato uno scrocco, quella monetina speciale che zia Caterina le aveva insegnato a usare. Ce l’ho sempre con me, perché ci sono cose che non si comprano con i soldi. Mi ha insegnato questo: che l’amore vince sempre».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino