Sicurezza
la storia
Disperati e senza lavoro Al Molino con vino e coperte
GROSSETO. Li conoscono, hanno tenuto i loro documenti tra le mani decine di volte e sanno che sono solo dei disperati. «Aspetta almeno che si finisca il controllo per bere il vino», dice il...
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GROSSETO. Li conoscono, hanno tenuto i loro documenti tra le mani decine di volte e sanno che sono solo dei disperati. «Aspetta almeno che si finisca il controllo per bere il vino», dice il poliziotto a uno degli uomini che incontra al Cinghialino. Quella zona delle Mura che si chiamo Molino a vento è abitata: sono disperati, senza casa e senza lavoro. Venerdì sera erano in quattro, con un cartone di vino da pochi spiccioli, qualche bicchiere di plastica, un sacchetto con due abiti dentro e una coperta per ripararsi dal freddo. «Ho perso il lavoro da poco - dice uno di loro ai poliziotti che lo stanno controllando - e ora sto qui. Non so dove andare». Stessa storia quella dell’altro uomo che era lì con lui: lavorava nell’edilizia, a Varese poi ha perso tutto e ora ha trovato rifugio in quel giardino e tra quelle panchine che divide con i suoi compagni di sventura. La voce dei poliziotti, tre uomini e una donna in servizio il venerdì sulle Mura, è quasi una carezza. Non sono pericolosi, quegli uomini che stanno controllando, non hanno mai dato problemi: hanno i documenti e cercano di sbarcare la giornata e la nottata alla belle e meglio. «Il giorno vado a raccogliere le olive - racconta uno di loro - mi pagano 20 euro per ogni quintale, in un giorno riesco ad arrivare a questa cifra». Più di questo, però, non c’è: non c’è una casa, non una famiglia e nemmeno un lavoro. Insieme ai due nordafricani, entrambi sulla quarantacinquina, c’è un ragazzo più giovane: anche lui è in regola e dorme qualche volta accampato sulle Mura. «Il problema c’è quando a persone come queste, che sono solo disperate, si mischiano gli spacciatori e chi questi spazi gli utilizza per i loro traffici», dice un poliziotto. O quando, in tarda nottata, arrivano i ragazzi che hanno alzato un po’ troppo il gomito o hanno assunto droghe. Gente che venerdì sera, quando la pattuglia girava, non si è fatta vedere. (f.g.)
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